La Corte d’appello statunitense ha stabilito che le interviste rilasciate da Dolours Price dovranno essere consegnate dal Boston College alla polizia nordirlandese

Dolours PriceLe interviste fanno parte del Belfast Project, voluto dal Boston College, un progetto di storia orale iniziato nel 2001 e terminato 5 anni dopo.

Secondo l’ex membro dell’IRA Anthony McIntyre e il giornalista Ed Moloney, la sentenza potrebbe provocare problemi al processo di pace in corso in Irlanda del Nord.

Il materiale – richiesto dalla PSNI come parte di una nuova inchiesta sui Disappeared – dovrebbe essere consegnato il prossimo mese.

Il Police Service of Northern Ireland (PSNI) sta cercando di ottenere le trascrizioni di un’intervista rilasciata dalla Price a Anthony McIntyre.

Trascrizioni

In seguito Dolours Price rilasciò un’intervista ad un giornalista in cui ammetteva di aver preso parte al Belfast Project.

In quell’intervista avrebbe affermato di essere coinvolta nella morte di Jean McConville, una dei Disappeared scomparsa da West Belfast nel 1972.

I Disappeared sono quelle persone sequestrate, uccise e sepolte in segreto dall’IRA e, in due casi, dall’INLA.

La PSNI ha affermato di aver riaperto l’inchiesta sulla morte di Jean McConville per ottenere le trascrizioni dell’intervista.

Le decisioni iniziali degli Stati Uniti avevano accettato come legittimo l’interesse della PSNI, e i nastri dell’intervista a Dolours Price e ad altre sette persone erano stati ritenuti pertinenti all’indagine sui Disappeared consegnata nella mani del tribunale federale statunitense.

Il Boston College aveva presentato appello contro la decisione di consegnare i nastri, ma separatamente.

Per i legali dell’ateneo non c’era possibilità di proteggere l’anonimato di Dolours Price, dato che si era già “esposta” nell’intervista al quotidiano.

Il Boston College ha anche avviato un’azione legale per cercare di bloccare la cessione delle altre sette interviste a membri dell’IRA, legando il loro valore alle indagini.

Testimonianze

Moloney e McIntyre si sono battuti contro qualsiasi consegna del materiale.

Avevano spiegato che agli intervistati, sia cattolici che protestanti, era stata promessa discrezione fino alla loro morte.

Nella sua sentenza la giudice della Corte d’Appello Sandra Lynch ha stabilito che i ricercatori non potevano affermare una pretesa di avere diritti derivanti da un trattato di assistenza giuridica tra gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Ha anche riconosciuto che, mentre i ricercatori hanno chiesto un privilegio accademico di ricerca in base ai loro diritti costituzionali sulla libertà di parola, “la scelta di indagare l’attività criminale appartiene al governo e non è soggetto al veto da parte di ricercatori accademici”.

Il parlamentare del DUP, Gregory Campbell, ha dichiarato: “Questo è un passo che ci avvicina a stabilire se vi sono informazioni nei nastri che potrebbero essere di aiuto alle autorità in Irlanda del Nord.

“Questo potrebbe portare a indagare su molte persone di alto livello all’interno dell’IRA e di altri gruppi su temi in cui sono stati implicati, e se questo è il caso sarebbe il benvenuto”.

Dolours Price faceva parte dell’unità dell’IRA che piazzò gli ordigni a Londra l’8 marzo 1973. L’esplosione davanti al tribunale dell’Old Bailey provocò il ferimento di oltre 200 persone.

Nel Progetto Belfast sono coinvolti accademici, storici e giornalisti che conducono interviste con repubblicani e lealisti sulle loro attività durante i Troubles.

I ricercatori hanno sostenuto che il rilascio dei documenti potrebbe mettere a rischio la vita delle persone che hanno dato testimonianza.