La sentenza emessa martedì dal Tribunale Europeo dei Diritti Umani in relazione ai poteri di Stop & Search esercitati in base alla Sezione 44 del ‘Terrorism Act’ britannico, deve essere immediatamente applicabile alle Sei Contee, ha detto il segretario generale di éirígí Breandán Mac Cionnaith.

Il tribunale di Strasburgo hanno giudicato un caso coinvolgente due persone fermate vicino ad una fiera d’armi a Londra nel 2003.

La Corte Europea, nel giudizio rilasciato ieri, ha dichiarato che “il Tribunale considera che i poteri di autorizzazione e conferma così come quelli di Stop & Search in base alle sezioni 44 e 45 della Legge 2000 (Terrorismo) non sono sufficientemente circoscritti e neppure soggetti ad adeguata salvaguardia contro gli abusi. Non sono, quindi «in conformità con la legge»”.

Il Tribunale ha anche dichiarato che i poteri costituiscono una violazione dell’Articolo 8 della Convenzione sui Diritti Umani. La Corte ha anche parlato di un chiaro rischio di arbitrarietà nel garantire una larga discrezionalità alla polizia.

Mac Cionnaith ha detto: “Questa sentenza dell’ECHR è estremamente pertinente per le Sei Contee dove c’è stato un drammatico aumento nell’uso dei poteri di Stop & Search (Fermo e Perquisizione) in base alla Sezione 44.

“Il giudizio viene a soli due mesi dalla scoperta dei numeri, secondo i quali tra luglio e settembre dello scorso anno ci sono stati più di 12.000 Stop & Search nelle Sei Contee in base al ‘Terrorism Act’ e al ‘Justice & Security Act’. Oltre 10.000 sono state eseguite in base alla Sezione 44 – la stessa sulla quale la Corte Europea ha emesso il verdetto.

“I numeri del trimestre luglio-settembre sono triplicati rispetto ai tre mesi precedenti. Quelle cifre e la decisione del Tribunale Europeo dimostrano chiaramente l’illegalità e l’arbitrarietà della polizia britannica nelle Sei Contee. E’ una situazione molto lontana da quanto promesso dai partiti nazionialisti che hanno preso la decisione di sostenere la PSNI”.

Prosegue Mac Cionnaith: “Dovrebbe essere anche notato che l’ECHR ha dichiarato che c’è un ulteriore rischio che il potere dello Stop & Search potrebbe essere utilizzato erroneamente contro dimostranti e contestatori, infrangendo gli articoli 10 e/o 11 della Convenzione. Quello è chiaramente il caso relativo alle azioni della PSNI in risposta alla protesta pacifica organizzata da éirígí al posto di telecomunicazioni dell’esercito britannico sulla Black Mountain, fuori Belfast, a novembre dello scorso anno. La PSNI ha usato i poteri di Stop & Search nel tentativo di molestare ed intimidire i partecipanti alla protesta – un fatto che la PSNI aveva cercato di negare al momento.

“Alla luce della sentenza di oggi, chiediamo a tutte le persone oggetto degli Stop & Search da parte della PSNI in basse alla Sezione 44, da oggi in poi, di contattare immediatamente un avvocato chiedendo di sfidare la legalità del fermo e della perquisizione”.