L’assassinio di Gerard Lawlor, ucciso 10 anni fa dai lealisti, non è stato investigato adeguatamente dall’ex forza di polizia, afferma la famiglia del giovane

Gerard LawlorLa famiglia dell’ultima vittima cattolica, assassinata dai paramilitari lealisti, ha accusato la polizia di essere più interessata a proteggere gli informatori che a cercare gli assassini del figlio.

Gerard Lawlor fu ucciso a North Belfast il 22 luglio 2002 mentre tornava a casa dopo aver trascorso la serata in un pub. L’Ulster Freedom Fighters, nome di copertura dell’UDA, si è assunta in seguito la propria responsabilità per l’assassinio.

Gli avvocati della famiglia giovedì hanno rilasciato un rapporto, a 10 anni dall’omicidio, in cui si afferma che la polizia ignorò prove testimoniali presentate dopo l’assalto mortale. Si trattava del primo omicidio settario sui cui indagava l’appena formata Police Service of Northern Ireland.

Nel rapporto si dice che la sera dell’omicidio la PSNI “non prese adeguate misure preventive” dopo ben quattro tentativi di sparare ad un cattolico fatti dall’unità UFF operante nella zona. L’omicidio venne deciso dopo che un uomo protestante fu aggredito nel corso di quella serata.

L’inchiesta sulla morte di Gerard Lawlor, rilasciata a Belfast, ha trovato “gravi mancanze” nel modo in cui le indagini, compresa quella del Police Ombudsman, sono state eseguite.

Sul ruolo di una testimona chiave, il rapporot conclude: “Una testimone anonima, conosciuta come Testimone X, riferì alla PSNI di aver visto due uomini incendiare una macchina e di averli sentiti parlare dell’omicidio di Gerard Lawlor nel parco di Cave Hill la sera stessa dell’omicidio. L’auto fu ritrovata, avvalorando la sua testimonianza, ma lei fu totalmente ignorata”.