Riportiamo il testo del comunicato rilasciato dalla famiglia di Kevin McDaid, assassinato a Coleraine da un gruppo di circa 40 lealisti. La famiglia chiede il silenzio stampa sulla faccenda, in questo “momento estremamente difficile”.

Il testo completo del comunicato

Kevin McDaidVogliamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno offerto il loro sostegno ed espresso condoglianze, sia a livello locale che da più lontano.

E’ stata una fonte di enorme forza per la nostra famiglia.

Desideriamo estendere i nostri sinceri ringraziamenti al personale del Causeway Hospital per l’esperienza e la sensibilità mostrata nel soccorrere il nostro amato Kevin nell’immediatezza del feroce e non provocato attacco che ha portato alla sua morte.

E’ un momento estremamente difficile per la nostra famiglia.

Abbiamo sofferto una perdita tragica ed improvvisa di un marito e padre.

L’angoscia per la perdita di Kevin è stata accresciuta dalla natura brutale della sua morte; ucciso sull’uscio di casa davanti alla propria famiglia.

L’indagine della polizia sull’omicidio di Kevin è in fase embrionale e non intendiamo pregiudicare tale inchiesta, facendo qualsiasi commento formale in relazione ad essa.

La famiglia è grata ai membri della polizia che hanno assistito Kevin dopo la raccapricciante aggressione ed a chi ha effettuato il massaggio cardiaco mentre si trovava morente ai nostri piedi.

Desideriamo appellarci alle persone affinché assistano la polizia nelle indagini sulla sua morte e sull’aggressione contro Damien Fleming in ogni maniera possibile.

La gente coinvolta in questo terribile attacco e che è penetrata domenica sera in Somerset Drive non merita alcuna forma di protezione, non sono amici di alcuna comunità.

La famiglia sta facendo un esposto formale al Police Ombudsman.

Apprezziamo che, per sua spontanea volontà, il comandante della polizia abbia già riportato la questione al Police Ombudsman per le indagini.

La famiglia desidera rendere chiare le proprie preoccupazioni sul fatto che, domenica 24 maggio 2009, la PSNI sia stata coinvolta in negoziati con alcune persone ritenute essere esponenti della comunità lealista.

La famiglia è preoccupata a proposito della natura di questi negoziati e della conseguente affermazione che minacce fossero state fatte da alcuni di questi individui verso la polizia, ossia che la violenza sarebbe scaturita qualora non fossero accolte alcune delle richieste presentate da loro.

E’ un principio fondamentale di una società civile che persone come quelle non debbano dettare i termini di ordine pubblico.

Siamo altresì turbati in quanto, nonostante la precedente conoscenza della minaccia, né noi né i nostri vicini siamo stati adeguatamente protetti dalla polizia.

Vogliamo che la comunità sostenga la polizia, ma nello stesso modo la polizia deve appoggiare la comunità.

Successivamente a questo abominevole omicidio e data la gravità delle condizioni di Fleming, le tensioni restano molto elevate.

Un’ulteriore minaccia di morte è stata fatta nei confronti della nostra famiglia.

Questa non dovrebbe essere il lascito della morte di Kevin.

Non è ciò che avrebbe voluto.

Kevin viveva per aiutare gli altri.

La sua breve vita è stata spesa nel tentativo di colmare il divario esistente nella nostra comunità.

La sua morte per mano di gente che non può offrire nulla alla nostra comunità non dovrebbe poter annullare il lavoro di tutta la sua vita.

I media e la stampa che hano visitato la nostra casa e ci hanno contattato sono stati cortesi e rispettosi.

Gli siamo grati per la gentilezza.

La famiglia tuttavia desidera non ci siano altri contatti con i media e che ci sia permesso di elaborare il lutto in pace.

Questo è un momento estremamente difficile e chiediamo gentilmente che questi desideri vengano rispettati”.