Caitriona DuffyIl 9 agosto 1971, l’internamento senza processo venne introdotto nelle Sei Contee occupate. Nel giro di poche ore centinaia di repubblicani furono arrestati in raid avvenuti all’alba. Per alcuni dei fermati ci sarebbero voluti anni prima di essere rilasciati dalla custodia britannica. Quell’introduzione dell’internamento ha segnato un drammatico incremento del conflitto, con la rabbia che attraversava tutte le Sei Contee. Meno di cinque anni dopo, a dicembre 1975, l’internamento si concluse con un completo fallimento.

Nel 2009 i britannici hanno nuovamente introdotto l’internamento senza processo in Irlanda, sottoforma di detenzione per 28 giorni. I cittadini irlandesi adesso possono essere trattenuti dalle forze di occupazione fino a quattro settimane senza essere accusati o arrestati. Ad inizio di questo anno, alcuni repubblicani sono stati fermati per la prima volta con questa legge draconiana. Il nostro Colin è tra loro.

Il 9 agosto ci sarà un incontro pubblico a Falls Road, Belfast, incentrato sull’introduzione dell’internamento nel 1971 e l’attuale utilizzo della legislazione repressiva da parte del governo britannico. La figlia più grande di Colin, Caitríona, ha accettato l’invito a parlare durante l’incontro. Altri oratori saranno l’ex prigioniero di Guantanamo, Ruhal Ahmed, l’ex internato a Long Kesh ed poi evaso da Maze, Gerry McDonnell, e l’avvocato per i diritti umani Pádraigín Drinan, che rappresentava gli uomini incappucciati *.
L’incontro si terrà al Conway Education Centre, Conway Mill, Falls Road, Belfast a partire dalle 15 di domenica 9 agosto.

Note

* Gli “uomini incappucciati” (Hooded men) sono i dodici prigionieri meglio conosciuti come Guineapigs. Su di essi vennero sperimentate cinque “tecniche di interrogatorio” consistenti in:

  • deprivazione sensoriale e disorientamento, indotti mantenendo l’individuo costantemente incappucciato ed esponendolo a un forte e continuo rumore meccanico, grida, urla ed effetti sonori registrati su nastro;
  • privazione del sonno;
  • somministrazione di cibo e acqua in quantità esigue e a intervalli irregolari;
  • maltrattamento fisico, continue e brutali percosse, minacce, finte fucilazioni, elettroshock, trasporto di persone su elicotteri dell’esercito che si alzano di poco dal terreno per poi gettarli nel vuoto dopo averle convinte di essere in volo sopra Belfast. Alcuni sono costretti a correre a piedi nudi su pezzi di vetro, pietre appuntite e chiodi, tra i soldati che li colpiscono con manganelli; altri sono costretti ad atti degradanti, come pulire con la lingua la tazza del Wc;
  • esercizi fisici estenuanti, mantenimento del prigioniero in piedi per lungo tempo, con gambe divaricate, braccia distese e peso del corpo sulla punta delle dita a contatto con il muro (wall standing), fino allo svenimento. Poi la “cavia” viene fatta rinvenire e messa di nuovo contro la parete.

Parzialmente tratto da Un giorno della mia vita di Bobby Sands