La PSNI ha acconsentito alla restituzione della SIM appartenente al giornalista freelance che in passato scrisse dei repubblicani

Eamonn MacDermottIl giornalista freelance Eamonn MacDermott ha detto che la sua vita potrebbe essere in pericolo dopo che gli agenti della PSNI impegnati nelle indagini sull’attività repubblicana avevano sequestrato la scheda insieme al telefono cellulare in quanto “parte di un’indagine”.

La National Union of Journalists (NUJ) aveva riferito che entro 48 ore la polizia avrebbe restituito la scheda ma non il telefono cellulare.

In un comunicato, Séamus Dooley del NUJ, si dice soddisfatto della decisione di restituire la scheda SIM ma che ciò “sollevava fondamentali domande sull’iniziale sequestro del telefono cellulare”.

MacDermott ha spiegato a Utv di temere per la propria vita.

“Questo mette la mia vita in pericolo. Nel nostro lavoro dobbiamo parlare con persone con background repubblicani o criminali.

“Verrò trascinato in tribunale per fornire testimonianza, quando questo mette a repentaglio la mia vita e quella della mia famiglia? Le ramificazioni di tutto questo sono immense”.

Ha spiegato che la polizia lo ha chiamato presso la caserma per ulteriori domande sulle dichiarazioni consegnate a settembre 2009.

“La polizia è stata in contatto con me riguardo alla rivendicazione ricevuta lo scorso settembre e mi avevano chiesto di rilasciare un comunicato, cosa che feci”, ha comunicato a Utv.

“Poi giovedì pomeriggio mi hanno chiamato e hanno parlato di ulteriori domande. Alla fine dell’intervista mi hanno detto che volevano gli consegnassi il cellulare. Abbiamo avuto un po’ di discussioni, quando gli ho detto che «non avrebbero preso il mio telefono», e poi ho parlato con il mio avvocato”.

MacDermott è stato rilasciato .

“Una volta letto il mandato al mio avvocato mi è stato detto che non avevo altra scelta che consegnare il cellulare”, prosegue.

“Non capisco cosa cercavano lì dentro. Gliel’ho chiesto e mi hanno detto che faceva parte dell’indagine.

“La cosa più preoccupante era che stavano guardando tra i miei contatti”.

MacDermott prosegue: “Come giornalisti sappiamo esiste una sottile linea da non oltrepassare raccontando ciò che la gente ha il diritto di sapere.

“Ciò che la polizia sta facendo intendere è che voi (giornalisti) riporterete quello che noi vogliamo scriviate, ed è una situazione preoccupante”.

Il sindacato dei giornalisti se la prende con la PSNI per l’azione, affermando che potrebbe compromettere il diritto di proteggere fonti confidenziali.

“La gente dice ai giornalisti cose in maniera confidenziale perché le fonti di notizie non saranno rivelate”, afferma Dooley.

“Il diritto di proteggere le fonti confidenziali di informazioni è stato confermato dal Tribunale, è riconosciuto nel diritto internazionale ed il sequestro di un telefono cellulare mette in pericolo tale diritto fondamentale.”

Tuttavia, la PSNI ha difeso la mossa, dicendo in un comunicato: “La PSNI ha il dovere di indagare su tutti i reati in Irlanda del Nord e gli ufficiali useranno tutti i mezzi giuridici a loro disposizione per svolgere tali indagini.

“Ogni membro della popolazione che vuole sporgere denuncia per rendere conto alle azioni di polizia può contattare il Police Ombusdman”.

Il NUJ ha detto che sosterrà MacDermott.