Andrea Varacalli per Avvenire

Elisabetta II, in tailleur verde per omaggiare l’Irlanda, ha incontrato McGuinness nel corso della sua visita a Belfast. Il vice premier nazionalistra: “Rimango un repubblicano”

da Belfast, Andrea Varacalli per Avvenire

Martin McGuinness stringe la mano a Elisabetta II

Martin McGuinness stringe la mano a Elisabetta II

Carica di simbolismo ed elaborata coreografia, la stretta di mano tra Martin McGuinness e la regina d’Inghilterra è avvenuta come previsto ieri a Belfast.

Il vice primo ministro nazionalista ed ex comandante dell’Ira ha incontrato la sovrana, che indosava un elegante tailleur verde, nei colori nazionali irlandesi, e suo marito, il principe Filippo, nella splendida cornice del nuovo teatro lirico sulle sponde del fiume Lagan.

Nell’evento, organizzato con il poeta Micheal Longley, a margine delle celebrazioni per il giubileo di diamante – sessanta anni al trono di Elisabetta II – i due nemici storici hanno potuto avere una cordiale conversazione di qualche minuto a porte chiuse e alla presenza del premier in Ulster, l’unionista Peter Robinson, accompagnato dal presidente della repubblica irlandese, Michael D Higgins.

“Rimango un repubblicano!” ha risposto perentorio McGuinness alle perfide sollecitazioni dei giornalisti al termine della kermesse, ma ha anche aggiunto che intontrare la regina “è stato veramente bello”.
Inoltre, il numero due dello Sinn Fein, tenendo le mani dell’anziana monarca al momentro dei saluti, le ha augurato in gaelico “Dio la conservi e arrivederci”.

È in effetti una scena, questa, che sarebbe stata impensabile fino all’avvento del processo di pace siglato nel ’98, ma che invece consegna alle relazioni anglo-irlandesi il via libera per una nuova era.
A rigor di termini, si è assistito a un capolavoro di “ingegneria politica” da parte di Gerry Adams e dello Sinn Fein, che sembra pronto ad abbandonate lo storico astensionismo repubblicano a Westminster per confluire nei voti laburisti e quindi premere, con la maggior forza dei numeri, sul traballante governo conservatore guidato da David Cameron.

E nel sud, in Eire, la strategia dello Sinn Fein – viene spiegato in ambienti vicini alla leadership – è stata quella di dimostrare con questa stretta di mano che “i tempi del partito come braccio politico dei Provisional Ira, sono definitivamente finiti”.

Caccia al voto moderato e realpolitik, quindi. Senza rigidità tattiche. Anche se nella provincia la violenza continua.

Sono nove gli agenti della polizia nordirlandese rimasti feriti dopo gli scontro della sera scorsa con centinaia di giovani cattolici a Belfast. Bottiglie incendiarie sono state lanciate sulle squadre antisommossa, a pochi giorni dal clou della stagione delle marce orangista.

Un cinquantenne repubblicano è stato inoltre colpito con un’ascia da un gruppo di ultraprotestanti dopo il tentativo lealista di rimuovere un enorme tricolore irlandese steso sulla Black Mountain sopra la città che recitava “Eriu is our queen”: la dea della sovranità irlandese è la nostra regina.
Romantico fantasma di queste sei contee dell’isola.
Ériu is our queen