Dolours and Marian Price
Marian Price nasce a Andersontown, West Belfast, in una famiglia profondamente repubblicana. Entrambi i genitori erano attivi negli anni ‘30 e sua zia Bridie Dolan restò cieca e perse una mano durante un trasporto di granate nel 1938.

Marian Price durante l'intervistaInsieme alla sorella maggiore Dolours guidava l’unità dei Provisional Ira di stanza a Londra, responsabile della campagna di esplosioni nella capitale inglese nel 1973.
Furono entrambe catturate all’aeroporto di Heathrow ed in seguito condannate all’ergastolo per aver piazzato quattro autobombe nel cuore di Londra. Due bombe furono disinnescate mentre le altre esplosero davanti al Ministero dell’Agricoltura e all’Old Bailey, il tribunale. Un custode morì di infarto ed oltre 200 persone rimasero ferite.

Marian Price rifiutò di parlare. Pochi istanti prima delle esplosioni guardò l’orologio e sul suo viso comparve un largo sorriso.

Appena incarcerate Marian e Dolours cominciarono un lungo sciopero della fame, insieme a Gerry Kelly, durato oltre 200 giorni richiedendo di essere trasferite in un carcere irlandese.
Subirono la terribile pratica dell’alimentazione forzata che Marian così descrive in un’intervista a Suzanne Breen:

“Quattro secondini ti legano alla sedia così forte che non puoi divincolarti. Allora stringi i denti per cercare di tenere chiusa la bocca ma loro inseriscono un oggetto metallico tra mascella e mandibola per aprirtela. Quindi inseriscono nella bocca una ganascia di legno con un buco in mezzo. Ci fanno passare un grosso tubo di gomma. Ti tirano la testa all’indietro. Non puoi muoverti. Intanto buttano il cibo nel frullatore – orange juice, zuppa o crema se vogliono aumentare le calorie. Quindi prendono una brocca di questo intruglio e lo mettono nell’imbuto collegato al tubo in gomma. L’alimentazione forzata dura 15 minuti ma ti sembra un’eternità. Non sei in grado di controllare nulla. Sei terrificata dall’idea che il cibo scenda per la via sbagliata e tu non possa comunicarlo perché non puoi muoverti né parlare. Sei spaventato a morte perché potresti tossire fino alla morte”.

Rilasciata e tornata a vita privata è balzata alle cronache negli anni ‘90 come voce contraria alla politica dello Sinn Fein. Parlando dell’Accordo del Venerdì Santo ha detto: “Non è per ottenere questo che sono andata in prigione. Assolutamente no”.
Ora è un membro del 32 County Sovereignty Movement e portavoce dell’Irish Republican Prisoners Welfare Association.