Liam Adams

Il fratello del presidente dello Sinn Féin è satato riconosciuto colpevole di stupro e di abuso sessuale di sua figlia Aine, avvenuto oltre 30 anni fa

Liam Adams, 58 anni da West Belfast, aveva negato tutti i 10 capi d’imputazione.

Dopo essersi riunita in camera di consiglio per 4 ore, la giuria di nove uomini e tre donne con una votazione di 11 a 1 ha deciso le colpevolezza di Liam Adams.

Adams è stato riconosciuto colpevole di tre capi di imputazione per stupro, tre capi di imputazione per atti osceni e quattro reati di offesa al pudore effettuati su un periodo di sei anni, tra il marzo 1977 e il 1983.

I reati contro Aine Adams, che ha rinunciato al suo diritto all’anonimato, furono compiuti quando la donna aveva tra 4 e 9 anni.

Circondata dalla sua famiglia si è lasciata andare alle lacrime mentre ascoltava il verdetto.

Anche la seconda moglie di Liam Adams, Bronagh, e la loro figlia Claire, che ha testimoniato in difesa del padre, hanno pianto.

Adams le ha salutate quando è stato trasferito verso le celle.

L’uomo è stato rinviato in custodia in attesa della sentenza che sarà emessa il 5 novembre.

Durante il processo Aine Adams ha fornito i dettagli degli abusi, spiegando alla corte che il primo ricordo dello stupro subito risale a quando la madre era in ospedale nel 1977 per la nascita del fratello.

In un altro incidente è stata violentata dal padre in un appartamento di Antrim Road a Belfast, mentre il fratello dormiva nel letto accanto a lei.

Adams si è difeso e ha negato l’abuso, descritto come una “assoluta stupidaggine”.

In una dichiarazione letta a suo nome fuori dal tribunale, Aine Adams ha detto che potrebbe finalmente iniziare a passare oltre dopo una lunga e difficile strada per ottenere giustizia.

“Non vedo questo verdetto come una vittoria o una festa perché ha provocato dolore, batticuore e angoscia in tutte le persone coinvolte”, ha dichiarato la donna.

Ha continuato, ringraziando la sua famiglia per “il loro sostegno e la comprensione” . Ha anche ringraziato i media per averla aiutata “a raccontare la (sua) storia e per la cortesia e il rispetto che hanno mostrato durante tutto il processo”.

“Vorrei ora chiedere un po’ di privacy per me e la mia famiglia, per riflettere e guarire dai recenti tempi difficili”.

Le accuse furono rese pubbliche nel 2009 durante un documentario della serie “Insight” di Ulster Television, quando Aine Adams, poi Tyrell, aveva sollevato il velo dell’anonimato.

Aine aveva raccontato di aver segnalato gli abusi alla polizia già nel 1987, ma poi aveva fatto decadere l’accusa.

Nel documentario era apparso anche il presidente dello Sinn Féin Gerry Adams, che ha detto di credere alle accuse sollevata dalla nipote.

Nel corso del primo processo avvenuto quest’anni, abbandonato per ragioni legali, il parlamentare di West Belfast aveva affermato che il fratello Liam si era confessato con lui nel 2000, ma ha respinto le voci secondo cui era venuto a conoscenza dei reati durante un precedente incontro a Buncrana, Contea di Donegal.

Tuttavia Gerry Adams non è stato chiamato a testimoniare in questo secondo processo, un fatto non dimenticato dalla giuria.

Poco prima della consegna del verdetto, hanno inviato una nota in tribunale chiedendo una spiegazione: “Gerry Adams non ha testimoniato in questo caso, sebbene sia una figura di primo piano nella faccenda”.

Il giudice Philpott aveva comunicato alla giuria che avrebbero dovuto prendere in considerazione solo le testimonianze fornite in tribunale, senza speculare su altri argomenti.

Martedì sera Gerry Adams ha descritto il processo contro suo fratello come “duro”.

“Questa è stata una prova difficile e dolorosa per tutta la mia famiglia e per mia nipote Aine”, ha detto il politico.

“Vorrei chiedere ai media di rispettare i nostri spazi e il diritto alla privacy.

“Ringrazio le tante persone che hanno inviato messaggi di sostegno e solidarietà”.