Dirty ProtestQuasi mezzo milione di sterline sono state spese per la pulizia delle celle dei POW repubblicani impegnati nella dirty protest nella prigione di Maghaberry.
Il ministro della Giustizia David Ford ha affermato che 446.913 sterline sono state pagate a ditte esterne per eseguire le pulizie nella prigione di massima sicurezza di Lisburn.

Altre 55.738 sterline sono state utilizzate per acquistare attrezzature, come ad esempio macchine pulitrici industriali.

Più di 40 repubblicani, tra cui John Paul Wootton e Brendan McConville – incarcerati per la morte dell’agente di polizia Stephen Carroll -, sono detenuti nell’ala chiamata Roe House.

Più di 30 sono impegnati nella protesta, spalmando escrementi sui muri e sui pavimenti delle loro celle e vuotando le urine sui corridoi del braccio carcerario.

La protesta, avviata a maggio, intende chiedere la fine delle strip search. I POW vogliono l’introduzione di attrezzature elettroniche di scansione per rimpiazzare le umilianti perquisizioni corporali. I prigionieri accusano le autorità di rinnegare l’accordo di Maghaberry siglato nell’agosto 2010, dopo mesi di incontri con i mediatori.

Questa settimana, un gruppo che riprende il nome dell’Irish Republican Army ha rivendicato la morte della guardia carceraria David Black, collegando l’attacco armato con la protesta in corso nella prigione di Maghaberry.

Le informazioni riguardo ai costi della pulizia delle celle sono stati forniti in risposta ad una domanda scritta formulata dal parlamentare dell’SDLP Pat Ramsey.

Ramsey, che ha visitato Roe House insieme ad una delegazione del suo partito, ha affermato: “L’ammontare dei soldi spesi nelle pulizie potevano essere investiti meglio in uno scanner che, spero, potrebbe risolvere l’attuale protesta in corso a Roe House”.

Finlay Spratt, presidente della Prison Officers’ Association, ha detto che “è una condizione tremenda per il personale che deve lavorare nella prigione ma dimostra il loro impegno e dedizione. La gente impiegata altrove semplicemente non lavorerebbe in tali condizioni, ma che scelta hanno le guardie carcerarie? Se non lo fanno, non ci sarebbe nessuno a controllare i prigionieri”.