End Strip Searches

Giovedì i POW (prigionieri repubblicani) a Maghaberry sono stati aggrediti da decine di secondini, nel proseguimento della disputa sul movimento controllato e perquisizioni forzate (strip search)

I prigionieri repubblicani sono tutti detenuti in Roe 3 e appartengono al gruppo della Continuity IRA. Stavano tenendo una protesta pacifica per attirare l’attenzione su entrambe le questioni, nonché sul prolungato e continuo isolamento di Gavin Coyle.

In risposta, circa 100 membri della famigerata “squadra antisommossa” del carcere hanno preso d’assalto la mensa e le aree comuni nella sera di giovedì, ordinando ai POW repubblicani di chiudersi nelle loro celle. La squadra antisommossa ha violentemente rimosso i prigionieri dalle loro celle, causando numerosi feriti tra i POW repubblicani.

Venerdì mattina l’OC (Officer Commanding, il comandante dei prigionieri) responsabile dei POW della CIRA si è incontrato con i funzionari della prigione, che gli hanno fatto sapere che “saranno trattati nello stesso modo” se ogni sera alle 19:30 i prigionieri “non saranno nelle loro celle”.

Questo sviluppo è l’ultimo esempio di un deterioramento della situazione a Maghaberry, in particolare in Roe 3. Il maltrattamento di un detenuto gravemente malato, Ta McWilliams, ha già sollevato gravi preoccupazioni tra gli attivisti per i diritti dei prigionieri.

In un recente resoconto delle sue esperienze, rilasciate dal Republican Network for Unity, l’ex prigioniero politico ai tempi dei Blocchi H ha rivelato di aver sofferto di problemi cardiaci per una settimana, conclusi con forti dolori al petto, ma il personale medico della prigione lo ha invitato a “tornare in cella per sdraiarsi”.

Dopo aver trascorso una notte piegato dal dolore, è riuscito a vedere un infermiere che ha organizzato un ricovero ospedaliero.

“Ho subìto una perquisizione corporale (strip search, Ndt) da parte degli agenti di polizia penitenziaria, prima di poter salire a bordo di un’ambulanza ammanettato ad un secondino. Era chiaro a tutti che non ero in condizioni idonee ad essere una minaccia per qualcuno”, ha affermato Ta McWilliams.

“Al pronto soccorso mi hanno fatto degli esami e il cardiologo mi ha detto che avevo avuto un attacco di cuore. Il dottore è rimasto incredulo quando gli ho detto che i dolori continuavano da 10 giorni e ha domandato ai secondini perché non ero stato accompagnato prima in ospedale. Le guardie hanno risposto che non era il loro lavoro di conoscere i motivi”.

Il giorno dopo gli hanno applicato uno stent al cuore per curare un’arteria ostruita. Nonostante le sue condizioni cliniche, appena riportato a Maghaberry è stato nuovamente sottoposto ad una perquisizione forzata.

“Due secondini mi hanno afferrato, ciascuno per un braccio, e mi hanno costretto al suolo”, ha spiegato. “Uno mi ha preso la testa e schiacciato il mento al petto. Mi hanno tolto con la forza scarpe, calze e jeans. Poi mi hanno strappato la biancheria intima.

“Dopo una breve perquisizione dei miei vestiti, me li hanno rimessi addosso. Poi mi hanno costretto sulle ginocchia e, visto che avevo le braccia tese sopra la testa, mi hanno tolto la camicia

“Stavo male e li ho informati del disagio e del dolore che provavo. Allora mi hanno lasciato andare le braccia e mi hanno fatto cadere a terra”.

In seguito a Ta McWilliams hanno detto da un funzionario del carcere che la perquisizione corporale era basata sul consiglio di “professionisti della salute”, senza ulteriori spiegazioni. Gli attivisti del gruppo di sostegno ai prigionieri repubblicani Cogús anche questa settimana hanno chiesto allo Sinn Féin e agli altri partiti politici di Stormont di garantire un’adeguata assistenza medica a Ta McWilliams.