Marian Price | InternedFino ad oggi, questo sito Internet dedicato alla situazione di Marian Price ha solo ospitato articoli di giornale. Ma dopo aver parlato con un membro della famiglia Price, abbiamo deciso che la gente deve essere pienamente cosciente della gravità della situazione.

Il 17 febbraio Marian Price è stata trasferita presso il centro sanitario della prigione di Hydebanki Wood, dopo aver trascorso dieci mesi in isolamento nella prigione maschile di Maghaberry. La mossa sarebbe il risultato di un “consiglio clinico” dato dal South Eastern Health and Social Care Trust. Molti ritengono sia una scomposta reazione provocata dalla crescente consapevolezza assunta dalla popolazione riguardo alla condizione di Marian, culminata con un incontro dei promotori della campagna svoltosi a Derry la sera prima del trasferimento. Mi è stato comunicato dalle persone vicine a Marian che il trasferimento non sarebbe dettato da situazioni cliniche e le condizione igieniche riscontrate a Hydebank dimostrano che nessuno era pronto per il suo arrivo. Il nuovo regime cui adesso viene sottoposta è ancora peggio rispetto a quello di Maghaberry e sembrerebbe istituito per spersonalizzare e criminalizzare ulteriormente Marian Price.

Marian è detenuta in una delle tre celle di osservazione situate alla fine di un corridoio. L’area è schermata alla vista delle altre detenute che si recano presso il centro sanitario per prendere i farmaci. Ci sono delle telecamere nelle tre celle, due delle quali sono spente. Le è stato detto che la telecamera situata nella sua cella è spenta, ma naturalmente lei non ha la possibilità di stabilire se l’affermazione corrisponde al vero oppure no. La zona in cui si trova è restrittiva e limitativa. Non c’è possibilità di prendere aria fresca se non sotto supervisione. Il “Centro Sanitario” è gestito da una combinazione di agenti medici penitenziari e altro personale di agenzia. NON È un’ala ospedaliera. Invitiamo chiunque abbia una posizione di influenza a visitare il carcere e passare oltre la zona di visita.

Marian ha una doccia nella sua cella e, senza entrare nel dettaglio, non ha privacy. Un flusso costante di personale del carcere entra nella sua cella, facendola sentire come in una esposizione, mentre è un periodo in cui non si sente molto bene..

Quando ho chiesto una descrizione di Marian, mi è stato risposto che sembra debilitata fisicamente, ha subito una notevole perdita di peso ed è molto pallida – sembra molto malata. È anche molto agitata e sembra essere sotto pressione estrema. Questo non sorprende veramente, dato che ha subito dieci mesi di quello che gli esperti definiscono chiaramente come tortura.

Per acuire il suo disagio viene costantemente inseguita per essere coinvolta in “attività”, quando è chiaro che sta così male da non poterlo fare. Una tabella oraria scritta di stupide attività le è stata consegnata venerdì 2 marzo, e Marian l’ha considerata insultante e calcolata. Quel calendario è stato concepito per decidere come dovrebbe trascorrere la sua giornata, dall’orario in cui vestirsi a quello in cui leggere un libro (Marian non riesce più a leggere libri perché le riesce difficile concentrarsi). È stato consigliato a Marian di avvalersi della cucina quando le altre detenute sono richiuse nelle celle. Le mani di Marian sono completamente deformate dall’artrite cronica, quindi cucinare è un arduo compito anziché una terapia. In quello che è chiaramente un tentativo di umiliarla, è stato detto a Marian, quasi come se fosse un regalo, che può essere accompagnata ai canili dove si trovano i cani impiegati dagli agenti durante le perquisizioni.

Un aspetto molto preoccupante sono i costanti suggerimenti e allusioni “all’interazione” con le altre detenute. I membri della famiglia ne sono stati testimoni e hanno riportato al governatore della prigione le implicazioni emotive che comportano. Marian deve ripetere continuamente di essere una PRIGIONIERA SEGREGATA e non una CRIMINALE. È chiaro che questo trattamento si aggiunge al deterioramento della salute di Marian.

È evidente agli occhi di tutti che sono stati fatti dei tentativi per normalizzare ciò che è evidentemente una situazione anomala. Nessuno sembra voler tener conto del fatto che Marian è stata (e continua ad essere) tenuta in isolamento da 10 mesi.

Mi è stato riferito che Marian si sente come “in uno zoo”, con tanti “visitatori” indesiderati. È isolata in un contesto di continue interruzioni che rendono tutto inquietante. La gente entra nella sua cella senza preavviso e la mancanza di privacy è degradante. La verità di questa farsa travestita da “pacchetto di assistenza sanitaria” deve essere mostrata per quella che è: un esercizio di pubbliche relazioni inventate per mascherare l’isolamento e la tortura di una donna bisognosa di un urgente intervento medico.