Martin McGartland, infiltrato nell’IRA, afferma che i servizi di sicurezza hanno compromesso la sua incolumità e non gli hanno fornito le cure per il disturbo post-traumatico da stress

Martin McGartlandUno dei più importanti agenti infiltrati nell’IRA ha citato in giudizio i servizi segreti perché afferma che hanno compromesso la sua incolumità e non lo hanno curato per il disturbo post-traumatico da stress (PTSD).

Martin McGartland, le cui imprese come spia all’interno del IRA sono state trasformati in un film, accusa l’MI5 di “anni di abbandono”, per averlo lasciato traumatizzato e incapace di lavorare a causa della sua vita segreta.

L’uomo di West Belfast, che è scappato a due tentativi dell’IRA di assassinarlo e a cui hanno sparato sette volte, sostiene che gli ufficiali dell’MI5 hanno fatto una serie di errori di sicurezza che lo hanno lasciato nuovamente esposto al pericolo di un attacco.

In un’intervista rilasciata in un luogo segreto in Gran Bretagna, McGartland ha confermato al Guardian che i suoi avvocati stanno preparando una causa legale contro l’MI5 – il primo del suo genere che coinvolge in un’azione giudiziaria un agente ed i suoi ex datori di lavoro nei servizi di sicurezza interna.

McGartland spera che il caso possa permettere al suo team legale a sollevare la questione del motivo per cui le forze di sicurezza lo controllavano il giorno di agosto 1991, quando l’IRA “lo arrestò” in un ufficio di consulenza dello Sinn Féin. Vuole scoprire perché nessuno delle forze di sicurezza intervenne quando fu portato in un appartamento e interrogato nello stesso quartiere in cui crebbe l’icona dell’IRA Bobby Sands. McGartland evitò la morte per mano della squadra interrogatori IRA lanciandosi dal primo piano dell’appartamento.

“A 42 anni sono in mezzo alle ortiche”, ha detto. “Non riesco a trovare un lavoro. Non posso nemmeno andare al supermercato senza avere attacchi di panico. Anche quando guido la macchina, se scorgo un’altra vettura dietro di me da un po’ ho sempre il sospetto che stia succedendo qualcosa. Non posso avere una vita normale, soprattutto dopo che l’IRA mi ha rintracciato in Inghilterra. Sarò ossessionato dalla mia sicurezza personale per il resto della mia vita”.

McGartland riuscì a sfuggire nuovamente alla morte nel 1999, quando un’unità dell’IRA lo rintracciò nella sua abitazione di Whitley Bay, North Tyneside. Durante un confronto con un uomo armato McGartland mise le mani sopra la canna della pistola e riportò alcune ferite mentre impediva al suo aggressore di sparargli alla testa o al petto.

McGartland sostiene che tra il 2001 e il 2009 gli ufficiali dei servizi di sicurezza hanno commesso molteplici errori che potrebbero far scoprire la sua nuova identità e l’indirizzo di casa.

Inoltre l’ex infiltrato, che si calcola abbia salvato la vita a 50 tra poliziotti e soldati in Irlanda del Nord grazie alle informazioni fornite, afferma di non aver ricevuto alcuna cura per il trauma contratto, dopo che l’MI5 ha interrotto le cure mediche negli anni 2001-2009.

“Sono stato vicino alla morte per mano dell’IRA per due volte. Mi hanno sparato sette volte nel secondo tentativo di uccidermi. Ma non ho ricevuto un trattamento adeguato per il disturbo post traumatico da stress né alcuna riabilitazione tra il 2001 e il 2009. Dopo la sparatoria a Whitley Bay c’è stato un grande vuoto in cui non ho mai avuto alcuna cura per otto anni, e la mia condizione è peggiorata. Ho intenzione di produrre in tribunale le prove mediche e le relazioni psichiatriche per dimostrarlo. La totale mancanza di cure da parte dell’MI5 mi ha causato un danno psicologico grave e permanente”, ha detto McGartland.

Alla domanda sul perché i pagamenti per la sua assistenza medica e psichiatrica erano stati bloccati, McGartland ha risposto:. “Penso sia stata una decisione deliberata di punirmi, perché ho continuato a parlare del mio rapimento del 1991, dell’attentato del 1999 e degli errori della polizia. E per le mie continue domande sul motivo per cui una squadra di sorveglianza ha osservato il mio sequestro nel 1991 e non ha fatto nulla. E poiché avevo scritto due libri [Fifty Dead Men Walking e Dead Man Running], hanno voluto ripagarmi così”.

Ian Phoenix, l’esperto agente dello Special Branch dello Royal Ulster Constabulary morto nell’incidente di elicottero al Mull of Kintyre nel 1994, confermò prima della sua morte che le squadre di sicurezza sapevano che McGartland stava per essere rapito dalla “nutting squad” IRA – la squadra dei brutali interrogatori interni – e che aveva il compito di ucciderlo.

Sebbene si rifiuti di entrare nei dettagli, McGartland ha affermato che l’MI5 ha fornito “con noncuranza” le informazioni sui suoi nomi di copertura, vecchi e nuovi. “Ho fornito tutte le informazioni e le prove di questo ai miei avvocati”, ha spiegato.

“Oggi sono ancora un obiettivo e probabilmente lo sarò per il resto della mia vita. Nel 2008 la Real IRA ha emesso una minaccia di morte, affermando che avrebbero proseguito da dove i Provos [Provisional IRA] avevano abbandonato e ucciso coloro che essi considerano come traditori. La Real IRA mi ha indicato come obiettivo primario. Nella loro dichiarazione mi hanno menzionato insieme con gli altri obiettivi”.

Descrivendo se stesso come “l’agente usa e getta” McGartland ha detto di aver registrato le chiamate tra lui e i funzionari MI5. Ha spiegato di voler utilizzare tali conversazioni in tribunale contro l’MI5.

“Ho perso la mia casa, la mia famiglia, i miei amici. Mio fratello è stato picchiato dai Provos solo perché era mio fratello. Io continuo a essere punito dall’MI5 perché non voglio essere messo a tacere”, ha aggiunto.