Terminate le udienze nel processo per la morte di due soldati. Il verdetto atteso per l’anno prossimo

Colin Duffy e Brian Shivers negano la partecipazione alla morte dei genieri britannici Mark Quinsey e Patrick Azimkar avvenuta a Massereene Barracks nel 2009.

In precedenza l’avvocato di Shivers lo aveva definito “un improbabile terrorista”.

Shivers, prosegue il legale, ha la fedina penale pulita e una vita limitata, a causa della sua cattiva salute, che lo porta a riflettere sulle proprie azioni.

Durante l’arringa conclusiva, Pat O’Connor ha detto che difficilmente Sivers sarebbe stato “coinvolto improvvisamente” in un’attività terroristica.

A causa della malattia, la fibrosi cistica, quattro mesi prima dell’attacco a Massereene fu diagnosticato a Shivers che avrebbe avuto solamente cinque o sei anni di vita.

Quantità minima

O’Connor ha chiesto al giudice di trattare con cautela le prive del DNA.

La quantità che collega il suo cliente alla macchina utilizzata per la fuga del commando è infinitesimale.

In aula è stato riferito che il DNA dell’uomo era stato ritrovato su un telefono cellulare e su alcuni fiammiferi presenti nella vettura e su un fiammifero trovato all’esterno della Vauxhall Cavalier.

Il legale ha spiegato che la quantità di DNA del suo assistito è pari a “uno su millemiliardi”.

I due soldati britannici furono colpiti a morte mentre ritiravano alcne pizze all’esterno della base miliare di Massereene, ad Antrim.

Duffy e Shivers, oltre alle accuse di omicidio, respingono anche le sei accuse di tentato omicidio e quella per il possesso di armi ed esplosivi.
Colin Duffy - Brian Shivers