I soldati della caserma hanno lottato, insieme ai paramedici, per salvare Mark Quinsey

Massereene Barracks, AntrimMark Quinsey fu trasferito in ospedale, con un soldato che cercava di bloccare il sangue che usciva dal collo mentre il personale medico stava provando a curarlo.

Patrick Azimkar era già morto, mentre Quinsey sarebbe deceduto in ospedale.

Due uomini – Colin Duffy e Brian Shivers – sono accusati del loro omicidio.

Durante il terzo giorno di processo presso il tribuale di Antrim, sono stati raccontati i dettagli della telefonata fatta al 999 (il numero di emergenza) da un soldato della base, pochi istanti dopo l’attacco.

La donna che ha ricevuto la telefonata ha affermato che il soldato gridava nella cornetta, parlando di una sparatoria e di essere ferito ad un braccio.

Aveva riattaccato prima che lei riuscisse a farsi dare ulteriori dettagli. E non aveva risposto alla successiva chiamata fatta dalla donna.

Il primo a sedere nel banco dei testimoni è stato un funzionario civile di sicurezza.

David Sloan aveva pensato all’esplosione di fuochi artificiali, poi ha visto un soldato accucciarsi nel tentativo di mettersi al riparo.

Allora estrasse la pistola ed uscì dalla guardiola per indagare, scoprendo un civile ferito a terra e poi un soldato colpito. Quindi ha visto la macchina degli assalitori fuggire.

Alla domanda se la scena fosse un pandemonio, ha risposto: “Lo era”.

Un esperto di armi da fuoco ha quindi parlato dal banco dei testimoni, riferendo alla corte che una delle armi utilizzate nell’attacco era già stata utilizzata durante gli assalti contro le stazioni di polizia di Randalstown e Derry, cinque anni prima dell’attacco contro Massereene Barracks.

Secondo l’espreto i 60 proiettili sparati contro i soldati erano identici a quelli usati dai Provisional IRA prima del cessate-il-fuoco, provenienti dall’ex Yugoslavia e datati 1982.

Il processo è stato aggiornato a lunedì, quando l’esperto di armi continuerà la sua testimonianza.