Le tracce del DNA che collegano l’uomo all’omicidio di due soldati britannici sono 100 miliardi di volte inferiori ad un grammo

Colin Duffy - Brian ShiversI dati genetici recuperati dall’auto usata per la fuga dopo l’attacco del marzo 2009, che ha visto la morte di Mark Quinsey e Patrick Azimkar, sono classificati come DNA “a basso profilo” a causa della loro ridotta quatità. Lo ha affermato un’esperta forense durante il processo al tribunale di Antrim.

Ma la dottoressa Emma Watson ha spiegato che anche da tale infinitesimale quantità si possono ottenere risultati accurati.

I genieri britannici Quinsey e Azimkar furono colpiti da un’unità della Real IRA mentre si apprestavano a ritirare delle pizze ai cancelli della base di Massereene Barracks ad Antrim.

Brian Shivers, 46 anni di Magherafelt, e il prominente repubblicano Colin Duffy, 44 anni di Lurgan, negano le due accuse di omicidio e i sei capi d’imputazione per tentato omicidio di altri tre soldati, due fattorini della pizzeria e una guardia di sicurezza.

In aula è stato spiegato che il DNA di Shivers è stato recuperato da tre fiammiferi e dal telefono cellulare ritrovati all’interno o nei pressi della Vauxhall Cavalier, trovata parzialmente bruciata.

Nel decimo giorno del procedimento, in aula sono state lette parti della nuova dichiarazione rilasciata da Shivers nella quale afferma che due amici – di cui non è stato fatto il nome – si recavano a fumare a casa sua e spesso si portavano via i fiammiferi.

Nel secondo giorno sul banco dei testimoni, la dottoressaWatson è stata controinterrogata dagli avvocati dei due imputati.

Patrick O’Connor, legale di Shivers, ha chiesto all’esperta di parlare delle quantità di DNA recuperate sui fiammiferi e sul telefono.

I due campioni, ha spiegato la dottoressa, sono classificati ufficialmente come quantità “zero” ed uno è stato valutato come 0,01 nanogrammi (100 miliardesimi di grammo).

Ma ha spiegato al giudice Hart, che presiede senza giuria, che le anilisi possono essere eseguite anche su campioni così ridotti.

Tecniche di amplificazione sono state utilizzate su alcuni dei dati, ha aggiunto.

Con Duffy e Shivers che osservavano dal banco degli imputati, il procuratore della Corona Terence Mooney ha riconosciuto l’esiguità dei campioni.

“Stiamo parlando di una quantità di DNA recuperato molto ridotta”, ha affermato.

Ma poi ha chiesto alla dottoressa Watson: “Da queste quantità di DNA si possono ottenere risultati affidabili?”.

La risposta dell’esperta è stata laconica: “Sì, è possibile”.

Lunedì la Watson, del Cellmark Forensic Service, ha illustrato in aula che un completo profilo del DNA di Duffy è stato scoperto sul dito di un guanto in lattice recuperato dalla vettura usata per la fuga.

Anche un profilo parziale proveniente dal meccanismo della cintura di sicurezza del sedile passeggero della Vauxhall è riconducibile a COlin Duffy.

Tuttavia Barry McDonald, l’avvocato di Duffy, ha chiesto lumi alla dottoressa sul guanto e le ha domandato se c’era la possibilità che il DNA del suo cliente fosse rimasto sull’oggetto tramite un’altra persona che lo indossava.

“Data la forza del profilo direi che è più facile che l’individuo abbia indossato l’oggetto”, ha risposto la Watson.

McDonald ha quindi suggerito che sarebbe potuto essere trasferito da un’altra persona, per esempio, che fosse stata a contatto con Duffy e quindi avesse indossato o toccato il guanto.

La dottoressa Watson ha riconosciuto che questo “trasferimento secondatio” era possibile ma solo in condizioni sperimentali controllate.

L’esperta ha detto che se era coinvolta un’altra persona allora doveva essere presente un altro DNA proveniente dal guanto.

Con i suoi esami di laboratorio la Watson ha concluso che le probabilità per il DNA di provenire da un’altra persona diversa da Duffy erano meno di una in un miliardo.

McDonald ha chiesto se la probabilità sarebbe cambiata considerando che fosse stato un parente a toccare il guanto. Per l’esperta il numero si riduce a 1 su 10.000.

La dottoressa ha riconosciuto che la quantità di DNA recuperata dalla cintura di sicurezza era talmente minima da essere quantificata ufficialmente come zero.

Il campione viene considerato come DNA “a basso profilo”.

Inoltre ha affermato di non poter dire con precisione quando il DNA era stato depositato sugli oggetti presenti nella vettura.

Gli esami hanno mostrato la presenza del DNA di altri sei uomini ed una donna intorno o all’interno del veicolo.