Gli avvocati difensori di uno degli imputati per l’attacco contro Massereene Barracks hanno resistito alle mosse di includere nel procedimento le note dell’interrogatorio della sua compagna

Brian Patrick ShiversLisa Leecock è una testimone nel caso contro Brian Shivers. L’uomo nega di aver colpito a morte i due genieri britannici Mark Quinsey e Patrick Azimkar all’esterno della caserma di Antrim.

L’altro imputato è il rinomato repubblicano Colin Duffy.

Lunedì l’avvocato di Shivers, Patrick O’Connor, ha riferito nel tribunale di Antrim che: “Questa è una limitazione del tutto nuova e priva di fondamento o di superamento di un principio accettato ed il mio amico (l’avvocato dell’accusa Terence Mooney) non ha un appiglio legale”.

I genieri Quinsey, 23 anni, e Azimkar, 21 anni, vennero uccisi dalla Real IRA mentre ritiravano le pizze all’esterno della base militare di Massereene, Antrim, nel marzo 2009.

Colin Duffy, 44 anni da Lurgan, e Brian Shivers, 46 anni da Magherafelt, negano le due accuse di omicidio e i sei capi di imputazione per tentato omicidio.

L’11 novembre 2011, il team legale di Shivers ha intervistato la signora Leecock, senza la presenza di alcun rappresentante della polizia o del Pubblico Ministero (PPS).

L’avvocato difensore Niall Murphy ha detto alla corte di non aver ricevuto alcun fax o lettera di opposizione da parte del Public Prosecution Service.

L’avvocato della Procura, Michael Agnew, ha insistito di aver inviato la notifica dopo la partecipazione ad una festa di pensionamento all’inizio dello stesso mese.

L’accusa sta valutando se chiamare la signora Leecock come testimone.

Mooney ha detto:. “Questa è una situazione insolita. Mai nella mia esperienza, che spero di poter dire con una certa umiltà non è trascurabile, mi sono trovato in una simile situazione.

“Abbiamo rispettosamente detto che, in queste circostanze, la registrazione del colloquio deve essere divulgata”.

Ha detto di voler prendere in considerazione qualsiasi questione che non compare nelle dichiarazioni di un testimone “affinché nell’interesse della giustizia il peso appropriato dovrebbe essere dato a quegli aspetti della sua testimonianza ed un’adeguata decisione potrebbe essere presa dai pubblici ministeri in merito all’opportunità di chiamare o meno il testimone”.

La decisione del giudice Hart è attesa per martedì.