Gli organi di informazione devono consegnare alla polizia tutti i filmati mai trasmessi sui disordini di Belfast

Ardoyne, 12 07 2011Il giudice Piers Grant ha stabilito che il materiale inedito e mai mandato in onda dovrà essere cnsegnato.

Secondo il giudice potrebbe esserci una forte possibilità di identificare i rivoltosi e di mandarli in tribunale.

Gli avvocati delle emittenti televisive si erano opposti alla richiesta della PSNI, sostenendo che potrebbe aumentare il rischio per la sicurezza delle troupe televisive e dei giornalisti.

Hanno sostenuto che i giornalisti potrebbero essere visti come una specie di informatori della polizia e questo ostacolerebbe la capacità di svolgere il proprio lavoro.

La polizia aveva chiesto alle emittenti televisive ed alle agenzie di stampa i filmati e le fotografie delle violenze avvenute a North e West Belfast l’11, 12 e 13 luglio scorso.

Veicoli sequestrati furono dati alle fiamme e i danni ammontarono a migliaia di sterline.

Oltre 40 agenti rimasero feriti quando la folla ha attaccato le linee della polizia con bombe molotov e altri oggetti.

Il caso è incentrato sulle rivendicazioni tra l’interesse pubblico alla condanna dei violenti e la minaccia alla libertà di stampa.

Perseguiti con successo

Un sergente investigatore incaricato di coordinare la raccolta delle prove ha riferito in tribunale a Belfast che un filmato mai trasmesso poteva avere un valore sostanziale.

Il materiale rilasciato dai media in seguito ad una richiesta simile avvenuta dopo i disordini della scorsa estate fu decisivo in 15 azioni penali.

Pronunciandosi sulla richiesta, il giudice Grant ha respinto le accuse secondo cui si trattava solo di “una battuta di pesca” da parte della polizia.

Ha detto: “C’è un interesse pubblico assolutamente legittimo nella rilevazione del crimine, nell’individuazione di coloro che sono impegnati in attività criminali, nonché l’applicazione e la condanna delle persone coinvolte.

“Così facendo, la popolazione riceverà un notevole grado di protezione”.

Il giudice ha sottolineato che non ci sono prove di una minaccia maggiore per i giornalisti avvenuta dopo la consegna di altri filmati simili.

Ha aggiunto: “Sono pienamente soddisfatto perché vi è una forte probabilità che il materiale abbia il potenziale di identificare coloro che sono impegnati in queste attività molto gravi e pericolose… che tale materiale esista.

“In base alle circostanze ordino la divulgazione del materiale ricercato nella domanda”.

In una dichiarazione, la BBC si è dichiarata dalla sentenza.

“Il nostro tentativo di opporci alla domanda della polizia per il materiale mai andato in onda era per garantire l’indipendenza e la sicurezza dei giornalisti e delle troupe televisive, mentre lavorano durante i disordini – spesso in circostanze difficili”.