Minacce di morte sono state lanciate contro la famiglia di Kevin McDaid, ucciso a Coleraine a maggio

Ryan McDaidVenerdì sera la famiglia è stata informata dalla polizia della minaccia posta in essere dai lealisti.

McDaid, lavoratore comunitario cattolico e padre di quattro figli, fu assassinato da una banda lealista vicino alla sua abitazione in Somerset Drive, nel mese di maggio.

Da allora le tensioni sono elevate a Coleraine. In tutto sono 27 le persone che hanno ricevuto minacce di morte e Damien Fleming, 46 anni, che subì gravi ferite nell’attacco costato la vita a McDaid, è stato aggredito una seconda volta.

I due figli gemelli di McDaid, Mark e Ryan, di 23 anni, hanno saputo della minaccia di morte contro di loro. La polizia ha visitato l’abitazione in Somerset Drive, dove vivono con la madre, per comunicare loro della minaccia del gruppo chiamato Loyalist People of Coleraine.

Mark e Ryan hanno riferito di non poter parlare per paura di compromettere le indagini sulla morte del padre.

Intimidazione permanente

Il consigliere dello Sinn Fein, Billy Leonard, ritiene che le minacce siano un metodo per intimidire i testimoni.

“La famiglia McDaid è stata all’inferno e c’è ritornata negli ultimi mesi.

“Un’altra persona abitante in una strada lì vicino mi ha descritto di una comunità sotto intimidazione permanente. Quando la gente parla in questi termini, si tratta di un commento terribile”, ha aggiunto. “Indica, ovviamente, che deve fermarsi e Coleraine deve andare avanti”.

Secondo il parlamentare dell’Ulster Unionist Party, David McClarty, una piccola minoranza di persone è responsabile dei disordini.

“Posso affermare che ci sono persone di entrambe le comunità – un piccolo numero – degradano le vite della grande maggioranza delle persone nell’area di Killowen che sono persone tranquille e vogliono essere lasciate in pace.

“Faccio appello ai responsabili di lasciare la gente a vivere le proprie vite”.

Finora undici persone sono state accusate per reati collegati all’omicidio McDaid.