Un importante lealista ha avvertito che qualsiasi tentativo di rimuovere i murales paramilitari rischia di far peggiorare il problema

Jim Wilson ha parlato dopo che il News letter ha rivelato in esclusiva una lunga lista di proprietà dell’Housing Executive che vengono usate per mostrare dei murales – molti dei quali di contenuto paramilitare.

IL lealista ha anche espresso scetticismo su quanto i numeri dell’Housing Executive riflettono realmente la vera divisione tra murales lealisti e repubblicani.

I dati parlano di 146 murales lealisti e di 43 repubblicani, ma sono stati contati solamente quelli dipinti sulle proprietà di Housing Executive.

Inoltre l’agenzia statale non è riuscita a rilevare la presenza di eventuali murales nell’area sud-ovest, e ha eseguito solo un piccolo sondaggio in South Down.

Jim Wilson ha suggerito che se fosse stato eseguito un sondaggio più accurato, i numeri complessivi sarebbero stati più equilibrati.

L’uomo di East Belfast si descrive come un sessantaquattrenne ex internato del Red Hand Commando che adesso è un operatore comunitario.

Jim Wilson è stato coinvolto nella realizzazione di un murales per la pace a Este Belfast che altrimenti, secondo il lealista, sarebbe stato occupato da un’immagine paramilitare.

Sul murales una poesia esalta la fine della violenza e mostra due ragazzi che si danno la mano (uno dei quali è il nipote di Wilson).

Wilson è stato chiamato anche per impostare lo schema sulle bandiere commemorative che ha incoraggiato i paramilitari ad ammainare le proprie bandiere e a sostituirle con drappi verdi recanti le date chiave della Prima Guerra Mondiale – un progetto ritenuto “di estremo successo” da parte del parlamentare UUP Doug Beattie.

Quando ha parlato della divisione tra murales repubblicani e lealisti, Wilson ha detto di conoscerne molti in posti come la repubblicana Poleglass, aggiungendo: “Non sono sicuro che i numeri siano giusti… Trovo un po’ strano che siano di meno nelle aree repubblicane, per dire la verità. Lo trovo difficile da credere”.

Gli è stato riferito che i numeri mostrano una qualità elevata di murales paramilitari rimasti al loro posto, a 18 ani di distanza dall’Accordo del Venerdì Santo, e Jim Wilson ha replicato: “Ascolta, stai parlando con il convertito”.

Ma ha aggiunto che bisogna riconoscere che alcune persone abitano in quartieri dove hanno visto morire figli o fratelli alla ricerca di “ciò che vedono come la loro causa”.

Ha anche detto: “Uno dei problemi è che non puoi voltarti e dire alla gente: «Guarda, non farlo». Se inizi a fargli ingoiare il rospo, la gente inizierà a schierarsi contro di esso.

“Non riuscirai mai a rimuoverli tutti. Prima che iniziassero i Troubles i murales di tutta Belfast riguardavano Re Billy e cose simili – non è qualcosa nata a causa del conflitto”.

Alla domanda se ci dovrebbe essere una punizione per chi erige murales paramilitari, ha detto: “Lo sai bene quanto me – questa è l’Irlanda del Nord. Inizia a farlo e vedrai sorgere dozzine dozzine di murales”.