Mentre si sta per avviare una nuova inchiesta sul massacro del 1971, gli attivisti dicono di avere testimoni che contrastano la versione dell’esercito

Ballymurphy Massacre | Massacro di BallymurphySono stati scoperte le dichiarazioni dei paracadutisti in cui ammettevano di aver sparato fino a 30 proiettili contro i civili nel corso del massacro di 10 persone a West Belfast, hanno spiegato le famiglie delle vittime.

I parenti e gli attivisti delle 10 persone uccise dal Reggimento Paracadutisti sette mesi prima della Bloody Sunday hanno scoperto le testimonianze dei soldati che mettono un punto di domanda alla versione ufficiale dell’esercito britannico.

L’esercito ha sembra ribadito che le truppe avevano aperto il fuoco dopo essere state attaccate con armi da fuoco e bottiglie molotov. Ma le famiglie delle vittime hanno sempre parlato di innocenza dei loro cari.

Il procuratore generale nordirlandese ha ordinato l’apertura di 10 inchieste. Per le famiglie di Ballymurphy la decisione di John Larkin è un passo importante verso la giustizia.

John Teggart, il cui padre fu ucciso dai paracadutisti, afferma che la decisione di Larkin è “un’altra pietra miliare sulla strada verso una completa inchiesta internazionale sul massacro”.

Durante la campagna di sensibilizzazione, spiega Teggart, abbiamo ricevuto le testimonianze delle truppe, redatte in seguito dal ministero della Difesa. “Le dichiarazioni originali mostrano, tra le altre cose, che una delle vittime era stata colpita da circa 30 proiettili. Siamo lieti delle nuove inchieste perché quelle originali erano datate 1972”, prosegue Teggart.

Le famiglie hanno portato avanti un’incessante campagna per chiedere un’inchiesta indipendente sul massacro. Secondo loro l’inchiesta deve esplorare la possibilità che alcuni dei soldati responsabili di aver colpito i loro cari a Belfast fossero parte della stessa unità che uccise 14 persone durante la Bloody Sunday di Derry.

Gli attivisti di Ballymurphy puntano il dito sulla dichiarazione del Soldato A, che davanti alla Saville Inquiry affermò di essere stato impegnato a Ballymurphy nel 1972, prima di operare durante la Bloody Sunday.

Dieci persone furono uccise durante l’operazione dell’esercito ed un altro uomo morì in quello che le famiglie ritengono un incidente collegato. Durante il massacro le truppe sono accusate di aver sparato contro il corteo funebre di un uomo annegato accidentalmente qualche giorno prima nei pressi del quartiere. Si sostiene inoltre che i lealisti dell’Ulster Volunteer Force si unirono nel combattere dalla parte dell’esercito, sparando sulla zona nazionalista dal vicino quartiere protestante di Springmartin.

Il Northern Ireland Office ha escluso qualsiasi inchiesta pubblica sulle uccisioni, che sarebbe simile al tribunale istituito per la Bloody Sunday. Le famiglie dicono che un’inchiesta internazionale non sarebbe durata più a lungo né sarebbe stata così costosa quando la multimilionaria Bloody Sunday Inquiry, la più lunga della storia legale britannica.