L’ex infiltrato è stato avvertito dalla polizia inglese di essere in pericolo di vita

A fine settembre la polizia ha visitato l’abitazione dell’ex agente britannico infiltrato nell’IRA e lo ha avvertito di essere in pericolo di vita.

Martin McGartland vive celato da una nuova identità dal 1991, quando lasciò l’Irlanda del Nord.

La polizia ha detto che la sua vita sarà in pericolo in caso di rientro a Belfast, ma ha altresì spiegato a McGartland di aumentare la sicurezza della propria abitazione in Inghilterra, dove ha vissuto al sicuro per gli ultimi 18 anni.

A McGartland è stato suggerito di modificare la propria routine quotidiana, di non camminare mai da solo e di tenere sempre con sé un telefono cellulare. Gli agenti hanno chiesto all’ex infiltrato di fare il nome di qualcuno al quale rivolgersi in caso di emergenza.

I poliziotti lo hanno avvertito che non può portare con sé armi per difesa e, nel caso contravvenga all’indicazione, potrà incorrere in sanzioni legali.

Martin McGartland, 47 anni, è già sopravvissuto ad un precedente tentativo di assassinarlo da parte dell’IRA, ma la minaccia che sta correndo è ai livelli più alti.

“Sono molto preoccupato per la sicurezza della mia compagna e mia” ha detto al Belfast Telegraph.

“Che che la mia attuale identità e il recapito presso cui vivo siano stati compromessi non per causa mia e che adesso la mia vita è in grave e immediato pericolo.

“Non penso che la polizia lo ammetterà, ma hanno bisogno di pararsi il fondoschiena dandomi una specie di avvertimento nel caso mi potesse accadere qualcosa”.

L’ex agente britannico ha detto che, nonostante la minaccia, non intende muoversi dall’attuale abitazione.

“Quando la mia copertura saltò, fuggii da West Belfast e dall’IRA, costruendomi una nuova vita a Whitley Bay (a Tyneside).

“Dopo che l’IRA cercò di uccidermi, mi spostarono in un altro luogo e fui costretto a ricostruirmi un’altra vita.

“Ritengo di vivere del tempo in prestito, ma non intendo muovermi di nuovo. Lo sconvolgimento è troppo grosso per ricominciare”.

McGartland ha detto che gli agenti di polizia che si sono recati a casa sua gli hanno riferito di essere a rischio attacco da parte di “elementi criminali dell’Irlanda del Nord” che lo vedrebbero come “un obiettivo legittimo”.

Riferisce di aver chiesto alla polizia da chi proviene la minaccia. “Gli ho detto che non ha senso che criminali ordinari nordirlandesi vogliano farmi del male.

“I criminali comuni non parlano delle persone come di obiettivi legittimi, queste sono frasi usate solo dai Provisional IRA e dai repubblicani. La polizia ha quindi ammesso che la minaccia potrebbe provenire da un terrorista” ha aggiunto McGartland.

Secondo l’ex infiltrato la polizia ha dichiarato che la minaccia è legata al suo ipotetico rientro in Irlanda del Nord, ma McGartland non torna a Belfast da oltre un decennio e non ha alcun progetto per ritornarvi.

I poliziotti lo hanno avvertito di fare “quanto è possibile per minimizzare il rischio, ma non possiamo proteggerti ogni ora e ogni giorno”.

Gli hanno suggerito di installare allarmi e telecamere a circuito chiuso, di muoversi sempre accompagnato, di cambiare la propria routine quotidiana e di portare sempre un telefono cellulare.

Martin McGartland ha rivelato che negli ultimi tre anni la polizia ha rivelato “incautamente” la sua identità e il suo domicilio con centinaia di persone, riferendosi a lui con il suo nome di nascita nei documenti e aggiungendo tali dettagli in diversi sistemi della polizia.

“Basta solo che qualcuno passi tali informazioni – sia in maniera innocente che deliberatamente, sia direttamente che indirettamente – alla persona sbagliata in Irlanda del Nord e io sarò assassinato” ha detto.

“Sto domandando un incontro con il comandante della polizia dell’area in cui vivo per discutere l’attuale minaccia e tutte le questioni relative alla mia sicurezza”.

McGartland era stato reclutato dallo Special Branch quando aveva 16 anni. Lavorò per conto dell’agenzia per quattro anni, fino al 1991.

Riuscì a saltare dalla finestra di un appartamento di West Belfast dove era trattenuto dall’unità per la sicurezza interna dei Provisional IRA.

Nel 1999 venne scoperto e quasi assassinato da alcuni uomini dell’IRA fuori dalla sua abitazione di Tyneside.

Fu colpito da sei proiettili a mano, collo e stomaco. La sua vita venne salvata dai vicini di casa, che usarono della pellicola per alimenti per fermare le emorragie.

L’attacco gli provocò inabilità fisiche e psicologiche che gli hanno cambiato per sempre la vita.

L’identità di Martin McGartland venne rivelata pubblicamente quando la polizia di Northumbria lo fermò per eccesso di velocità e venne portato in tribunale perché aveva due patenti di guida a lui intestate, con il nome reale e con la nuova identità.

A inizio anno McGartland ha fatto avere una denuncia al Police Ombudsman nordirlandese in cui afferma che la RUC, la PSNI e la polizia inglese non lo avvisarono delle minacce di morte, una ricevuta poco prima dell’agguato del 1999.

L’ex infiltrato nei Provisional IRA chiede con urgenza un’indagine sul suo caso.