La salute del veterano repubblicano Ivor Bell, accusato in relazione all’omicidio di Jean McConville, non gli permette di affrontare un processo.

Gli avvocati del repubblicano, cui è stata diagnosticata una forma di demenza, hanno affermato che un processo “potrebbe essere dannoso per la sua salute fisica e mentale”.

Ivor Bell, 80 anni, deve rispondere di due accuse per aver sollecitato il rapimento e l’uccisione da parte dell’IRA di Jean McConville, madre di 10 figli assassinata nel 1972 perché ritenuta una spia.

Lunedì, presso il tribunale di Belfast, la difesa di Bell ha lanciato un’azione legale per far terminare la causa intentata contro il repubblicano.

L’avvocato Barry MacDonald ha detto che era inevitabile per la corte dichiarare Bell incapace di affrontare un processo penale a causa della sua demenza.

Ha detto al giudice che la prosecuzione dell’azione legale “potrebbe esacerbare questa condizione”.

Ciaran Murphy, per la Procura Pubblica, ha dichiarato che il processo è di interesse pubblico.

Il giudice Colton ha concesso ad entrambe le parti una settimana per presentare ulteriori osservazioni scritte.

Ha detto che avrebbe stabilito la sua sentenza solo dopo aver ricevuto le osservazioni.

Jean McConville, 37 anni, era stata portata via dalla sua casa nel complesso dei Divis Flats di Belfast da alcuni uomini dell’IRA perché accusata di aver trasmesso informazioni all’esercito britannico – una denuncia successivamente screditata dal Police Ombudsman dell’Irlanda del Nord.

I suoi resti furono ritrovati nella Contea Louth nell’agosto del 2003.

Nessuno è stato condannato per il suo omicidio.