Pat Ramsey, SDLP | Free Marian Price, Derry 22 aprile 2012
Alle persone in Roe House.

È con interesse, anzi un certo rammarico, che ho letto la vostra lettera aperta datata 15 dicembre 2014.
Ciò è dovuto al fatto che io, come spero mi concederete, ho lavorato per un po’ di tempo per far cessare l’atmosfera conflittuale Maghaberry.

Forse in prima istanza mi permetterete di raccogliere i vostri riconoscimenti ai miei sforzi fatti fino ad oggi. Permettetemi anche di accogliere favorevolmente che la lettera affermi chiaramente: “Non c’è mai stata alcuna minaccia, velata o altro, contro il SET o il suo personale proveniente dai prigionieri repubblicani”.

È mia convinzione che la violenza non sia mai giustificata. Mi auguro che ogni minaccia di violenza, implicita o palese, contro chiunque, venga revocata immediatamente. Ciò consentirebbe una risoluzione più rapida del conflitto sia all’interno che al di fuori delle mura di Maghaberry.

Nella vostra lettera affermata che il DUP sta orchestrando una campagna per erodere i vostri diritti e ritornare ad un grave conflitto. Se potete perdonare la mia onestà, è stato all’interno delle mura di Maghaberry che ho sentito sentimenti più gravi, anzi il più serio, riguardante il ritorno al conflitto. Perciò vorrei chiedere, anzi ho chiesto e continuerò a chiedere, che tutti coloro che hanno una qualunque influenza esortino tutte le parti coinvolte a muoversi verso risoluzioni appropriate, misurate e tranquille.

La lettera fa riferimento ad un “rigurgito di disinformazione” da me compiuto nel dibattito a Stormont sul Personale del Prison Service del 25 novembre. In nessun momento ho affermato che il personale del SET era sotto minaccia. Ho detto semplicemente che tali minacce, non importa a chi siano rivolte, sono “ingiustificabili”. Oltre a ciò ho aggiunto che “quello che è successo a David Black era del tutto ingiustificato”. Questo non è un commento che posso ritirare.

Vi chiedo di accettare che chiunque lavori all’interno dell’attuale regime carcerario non può fare a meno di sentire le prevalenti tensioni. Il personale di Maghaberry va a lavorare ogni giorno pensando al destino riservato a David Black, quindi, come mi è stato confermato dai loro rappresentanti, tutto il personale si sente sotto la stessa minaccia.

Dirò di nuovo: la violenza, o le minacce, non otterranno niente. Anzi, credo facciano un grande danno alla vostra causa. Il gran numero di tombe prematuramente spuntate in tutta l’isola lo testimonia.

Durante la discussione ho affermato: “C’è uno spazio di opportunità qui, e le sfide saranno di quegli elementi repubblicani nella prigione. La mia comprensione, e quella dei valutatori indipendenti, è che intendono seguire i principi presentati dai valutatori indipendenti. QUesto sta garantendo una prigione più libera: libera dalla violenza, libera dalla paura e libera dalle intimidazioni”.

Pertanto la questione rilevante è: quali azioni sono state adottate dopo il dibattito del 25 novembre? Questo è l’aspetto su cui dovremmo concentrarci e mettere a fuoco. È anche interessante notare che lo SDLP è stato l’unico partito che ha introdotto il Rapporto Stocktake nel dibattito.

Inoltre, la questione dell’assistenza sanitaria all’interno del sistema carcerario nordirlandese l’ho affrontata con il direttore della prigione, le autorità carcerarie e direttamente con il ministro della Giustizia, David Ford.

La vostra critica sulla gestione sanitaria nei casi indicati nella vostra lettera, è stata presa in carico. Nessuno ha lavorato più duramente e instancabilmente per affrontare le carenze nella cura fornita a quelli da voi menzionati. Non lo faccio per mero guadagno politico, lo faccio perché credo sia giusto ed umano.

È una cosa che continuerò a fare senza mai, come mi accusate nella vostra lettera, ricorrere a “mezze verità e propaganda”. Infine, vorrei sottolineare che sarò sempre felice di discutere le questioni che si presentano, siano esse all’interno o al di fuori delle mura della prigione.

Laurence McClenaghan (per conto di Pat Ramsey).