Peter RobinsonGli unionisti possono celebrare il centenario dell’Ulster Covenant senza timore per il futuro dell’Irlanda del Nord all’interno del Regno Unito. Lo spiega chiaramente il primo ministro nordirlandese Peter Robinson.

Sabato Robinson ha tenuto un discorso incentrato sull’indipendenza della Scozia durante la conferenza della British-Irish Association ad Oxford.

Ha anche dato una nuova interpretazione dello slogan repubblicano “Armalite e ballot box” (Fucile e urna elettorale, NdT), quando ha spiegato che l’indipendenza scozzese “può essere sconfitta con la Croce di Sant’Andrea (Saltire, il nome della bandiera scozzese, NdT) in una mano e la bandiera dell’Unione nell’altra”.

Robinson ha detto che sebbene sia restio a fare previsioni, pensa che la Scozia dovrebbe votare per rimanere con il Regno Unito e ha evidenziato a quella che ritiene un aumento della posizione pro-Unione tra i cattolici in Irlanda del Nord.

“Come persona impegnata in politica ammiro il successo elettorale dell’SNP, ma non credo che questo sostegno si traduca in un appoggio all’indipendenza della Scozia, non più di quanto il supporto per un partito nazionalista irlandese o repubblicano significhi automaticamente il supporto per un’Irlanda unita,” ha detto alla conferenza.

“Sondaggio dopo sondaggio, in Irlanda del Nord si è visto un notevole supporto per lo status quo costituzionale da parte di chi vota per i partiti nazionalisti.

“È difficile immaginare una maggioranza di persone in Scozia esprimere un voto per far cessare l’Unione, quando non c’è più nemmeno la maggioranza dei cattolici in Irlanda del Nord che ne voterebbe la fine”, ha proseguito Robinson.

“La maggior parte dei cattolici in Irlanda del Nord basano la loro scelta non su una forte identità nazionale britannica, ma su una valutazione razionale del loro benessere sociale ed economico”.

Il Primo Ministro ha anche parlato dei recenti disordini scoppiati a Belfast sulle parate, ma ha detto che l’Irlanda del Nord è ora più sicura all’interno dell’Unione.

“È ironico che il dibattito sull’Unione ora sia incentrato sulla Scozia anziché sull’Irlanda del Nord. Non è così che è stato per la maggior parte della nostra storia”, continua Peter Robinson.

“Quale migliore occasione ci può essere per prendere in considerazione l’Unione del 100° anniversario della firma dell’Ulster Covenant che celebreremo alla fine di questo mese?

“Forse per la prima volta in 100 anni gli unionisti in Irlanda del Nord possono celebrare senza alcun timore per la loro posizione nel Regno Unito”.

Prosegue il leader del DUP: “Come unionista auspico vivamente che il referendum per l’indipendenza possa lasciare la Scozia nell’Unione anche per le generazioni future”.

Sulla questione del trasferimento di altri poteri da Westminster, ha spiegato: “Non desidero altri importanti poteri supplementari per l’Assemblea dell’Irlanda del Nord oltre alla questione, molto discussa, dell’imposta sulle società.”

E Robinson ha aggiunto: “Per molti decenni la maggior parte degli unionisti in Irlanda del Nord hanno favorito la devoluzione. Ma la forma di decentramento di cui godiamo a Stormont oggi è molto diversa da quello che era in vigore prima del 1972.

“Da una prospettiva unionista la devolution del 21° secolo ha dimostrato una forza stabilizzante per l’Irlanda del Nord nel Regno Unito”.