Bonfire a Ballycraigy | © Pacemaker
Uno storico procedimento su un “crimine d’odio” viene istituito un mese dopo l’incendio di un famigerato bonfire a Ballycraigy.

I pubblici ministeri, dopo l’indagine da parte della polizia, hanno deciso di accusare un uomo per aver posizionato materiale abusivo su un bonfire.

Lo scorso anno il bonfire di Ballycraigy, Antrim, fece notizia per l’esposizione di elementi razzista e settari, tra cui l’effigie impiccata di Gerry Adams.

Numerosi tricolori irlandesi e una bandiera arcobaleno legata alla comunità gay furono eretti sull’enorme pira.

Dovrebbe essere la prima volta che un procedimento penale è stato avviato per il materiale offensivo visualizzato su un bonfire.

Le fonti dicono che il procedimento, atteso in tribunale per il mese prossimo, sia legato alle offese scritte sulle reti di letto posizionate alla base della pira.

Nelle ultime settimane la polizia ha affrontato vaste critiche riguardo al bonfire dopo che l’Irish Times aveva rivelato la richiesta fatta dagli ufficiali al consiglio comunale per finanziare la costruzione della pira, nonostante il palese contenuto razzista e settario.

I gruppi che erigono i bonfire nella zona di Antrim possono chiedere al Cssniglio comunale di finanziare fino a 3000 sterline, parte delle quali consegnate in anticipo ed il resto in seguito.

I pagamenti vengono approvati da un’apposita commissione che comprende consiglieri comunali, rappresentanti comunitari e ufficiali della PSNI.

I resoconti della commissione dimostrano che il finanziamento sia stato assegnato dopo che la polizia ha “chiesto il sostegno del consiglio” per approvare i pagamenti per Ballycraigy.

Il bonfire di Ballycraigy ha nuovamente causato problemi nel 2015, quando sono stati collocati sulla pira delle immagini di Gerry Adams e Martin McGuinness dello Sinn Fèin e il volto di Bobby Sands è stato inserito in una bara.

Anche quest’anno, ha confermato la polizia, l’esposizione di tali immagini viene trattato come un incidente settario.

L’importante procedimento giunge poche settimane dopo che la PSNI ha riferito di non poter indagare su manifesti elettorali e immagini posizionate sui bonfire – perché le prove erano state bruciate.

L’Assistant Chief Constable Stephen Martin il mese scorso ha detto che una parte del materiale posizionato sui bonfire era “chiaramente sgradevole e offensivo”.

Ma ha aggiunto: “Questi articoli sono stati distrutti dai falò, ed è improbabile che ci sarà alcun materiale probatorio per il procedimento penale”.

Ieri sera il pubblico ministero ha detto solamente che il documento ricevuto dalla polizia riguardante il bonfire dello scorso anno “resta oggetto di esame”.