UVF Mount Vernon, North Belfast

Le forze inglesi della Corona nel nord dell’Irlanda hanno per la prima volta ha ammesso la collusione con un noto killer lealista dell’Ulster Volunteer Force (UVF)

In una mossa senza precedenti, la PSNI ha ammesso che alcuni agenti “erano colpevoli di aver agito impropriamente” nel caso del tentato omicidio di John Flynn, cattolico di North Belfast.

Sarebbe forse la prima volta che tale ammissione viene fatta in un caso di collusione.

L’avvocato di John Flynn, Kevin Winters, ha detto che il termine “impropriamente” utilizzato per descrivere il cattivo uso o l’abuso di potere mentre si è in servizio, è molto significativo.

“Si tratta di una ammissione di collusione, l’uomo era un agente ed è stato coinvolto in tentati omicidi. È la prima volta che ne vengo a conoscenza. Non ho mai riscontrato una simile ammissione in precedenza”, ha detto Winters.

L’ammissione è arrivata dopo che John Flynn è andato in tribunale per richiedere la cessione di tutti i documenti chiave custoditi dalla polizia, come parte di una causa legale contro la PSNI. Il tassista cinquantacinquenne era stato attirato presso l’ospedale Whiteabbey, alla periferia nord di Belfast, dove venne preso di mira dall’agente di polizia Mark Haddock, intenzionato a compiere un omicidio settario.

I tassisti erano bersagli degli attacchi perché si poteva risalire alla loro religione semplicemente identificando la società per la quale lavoravano.

Flynn è sopravvissuto solo perché l’arma del delitto si è inceppata temporaneamente. Il tassista ha detto che lui e Mark Haddock, che non era a volto coperto, si sono lanciati sulla pistola e il lealista aveva sparato un colpo attraverso le sue dita.

La PSNI ha fatto riferimento al lealista parlando di “Informatore 1”. Un secondo attentato alla vita di John Flynn avvenne nel maggio 1997, quando una bomba venne lasciata sotto alla sua autovettura da Mark Haddock o da qualcuno che agì per suo conto.

Mark Haddock guidava un’unità della UVF che operava fuori del distretto di Mount Vernon a North Belfast.

La banda, molti dei quali erano agenti dello Special Branch della Royal Ulster Constabulary, sarebbe coinvolta in diversi omicidi nell’ultima fase del conflitto nordirlandese.

Il segreto prosegue

Nonostante la loro ammissione, la PSNI continua a rifiutarsi di consegnare i documenti chiave relativi al caso.

Gli avvocati di John Flynn dicono che dal 2012 la polizia ha ignorato due ordinanze del tribunale di consegnare i documenti.

“Non c’è alcun dubbio” che l’aggressore fosse Mark Haddock e che non era né mascherato né indossava i guanti. Nonostante questo, la polizia riferisce che le uniche impronte digitali trovate sulla pistola abbandonata da Haddock sono quelle del tassista cattolico.

Flynn ritiene che il secondo attentato alla sua vita provenisse dalla banda guidata da Mark Haddock e fu compiuto perché cinque anni prima lui aveva messo in imbarazzo la reputazione del killer lealista. Nelle settimane dopo l’attacco l’uomo ha ricevuto un biglietto della Messa spedito dalla UVF su cui c’era scritto “fortunati la terza volta”.

Flynn ha detto che la sua continua lotta per la giustizia ha chiesto un duro pedaggio.

“È stato molto difficile negli ultimi 10 o 15 anni”, ha detto. “È stato molto stressante dover fare i conti con due tentati omicidi. Lo stress è aumentato quando ho saputo che la polizia era coinvolta nelle attività che hanno messo in pericolo la mia vita”.

Ha detto che il rifiuto della PSNI di consegnare i documenti collegati al suo caso ha aggiunto altro stress.

Kevin Winters ritiene che i documenti in possesso della PSNI confermeranno il coinvolgimento di agenti di polizia nel tentativo di omicidio di John Flynn.

“Se le cose saranno così, avremo una forza di polizia che dovrebbe difendere i cittadini a processo per aver incoraggiato un omicidio”, ha affermato il legale.

“Questo è uno straordinario stato di cose.

“Noi non vediamo alcun motivo legale per cui la polizia possa trattenere i documenti, specialmente quando lo Stato intende ammetterli come prova difensiva”.

Mark Haddock non era l’unica figura all’interno della UVF di North Belfast ad aver lavorato per la polizia.

Gary Haggarty, ex agente dello Special Branch e comandante della brigata UVF di Mount Vernon, è divenuto pentito di giustizia cinque anni fa e ha lanciato gravi accuse contro i suoi ex gestori all’interno della RUC. Sono state sollevate preoccupazioni per il tempo che si sta rendendo necessario per portare il caso in tribunale.

Questa settimana i legali di Haggarty hanno chiesto la remissione di alcune accuse contro di lui perché agiva come agente di Stato agli ordini diretti dello Special Branch.