Heights - ColeraineLa PSNI è stata accusata in tribunale di “pura politica settaria” dopo che i poliziotti a Colerain hanno presumibilmente aiutato l’innalzamento di bandiere lealiste vicino alla scena dell’omicidio settario del cattolico Kevin McDaid.

Durante un’udienza per la richiesta di rilascio su cauzione di un uomo accusato di incitazione all’odio in seguito ad un confronti con i membri dell’Orange Order che issavano le bandiere, un avvocato difensore ha suggerito all’Alta Corte che la polizia avrebbe fomentato gli animi, permettendo tale azione.

L’avvocato Kieran Mallon ha detto alla corte che facilitando l’erezione delle bandiere così vicine al luogo dell’omicidio nel quartiere di Heights “non ha portato alcun bene alla PSNI”.

Ha proseguito: “I poliziotti erano preseti in tenuta anti sommossa per facilitare l’erezione di quei simboli. Membri della comunità nazionalista della zona hanno trovato quegli stemmi offensivi, specie in seguito agli ultimi fatti”.

Mallon ha aggiunto: “In termini di allentamento della tensione, c’erano davvero molte persone là, forse in uniforme, che fomentavano gli animi con le loro azioni o con la mancanza di azioni”.

Comunque il consigliere della Corona Conor Maguire ha detto che gli agenti erano nell’area per prevenire qualsiasi rottura della pace.

Le tensioni sono aumentate la scorsa settimana quando le bandiere sono state issate vicino a dove McDaid fu assassinato ed il suo amico Damien Fleming lasciato in coma durante una brutale aggressione di una gang lealista nel quartiere di Heights a maggio.

E’ stato annunciato in aula che tre delle persone interrogate per l’omicidio ed il tentato omicidio stava aiutando ad erigere le bandiere dell’Orange Order e che alcuni lealisti hanno iniziato a cantare: “Kevin McDaid b******o feniano”.

Un parente di McDaid – Peter Neill, 41 anni, di Westbourne Crescente a COleraine – è stato arrestato dalla polizia per aver gridato “Orangisti b******i, non vi vogliamo qui, non vogliamo le vostre fottute bandiere” verso i lealisti. E’ stato trattenuto in custodia e accusato di istigazione all’odio e di comportamento volto a fomentare l’odio.

Mallon ha detto in aula che prima del suo arresto Neill aveva domandato alla polizia se sarebbe stato illegale tirare giù le bandiere. Gli fu risposto che non era illegale, ma significava infrangere la pace.

Mallon ha riferito che il suo cliente ha chiesto allora se non era una rottura della pace entrare in un’area nazionalista per erigere bandiere.

“Neill ha detto che si trattava di organizzazione politica del peggior tipo. Ha affermato si trattava di pura politica settaria”, ha continuato Mallon.

Aggiungendo che “la polizia ha aiutato un gran numero di lealisti ad entrare in una zona notoriamente nazionalista con un autocarro per erigere quelle bandiere, a pochi metri dal luogo di un omicidio settario.

“Questo particolare richiedente (Neill) viene da una comunità che non accoglie positivamente gli emblemi o le bandiere dell’Orange Order. Il mantenimento dell’ordine è basato sulla fiducia e sull’imparzialità. Lascia molto a desiderare in termini di fiducia che la polizia aiuti deliberatamente un camion a piazzare bandiere dell’Orange Order in un quartiere dove vivono principalmente nazionalisti”.

La corte ha sentito che Neill, il quale respinge le accuse contro di lui, è stato trattenuto chiuso per 23 ore nell’area punitiva della prigione di Maghaberry per proteggerlo dai lealisti accusati dell’omicidio McDaid, perché è uno dei testimoni contro di loro.

Opponendosi al rilascio su cauzione, Conor Maguire ha detto che Neill ha una lunga fedina penale e dal suo arresto gli incidenti per comportamento antisociale sono diminuiti in maniera notevole. Ha affermato che Neill è il leader di un gruppo di persone che cercano di provocare disordini.

Comunque il giudice Treacy ha garantito il rilascio su cauzione a determinate condizioni, tra cui l’impossibilità per Neill di risiedere a Coleraine e l’adesione ad uno stretto coprifuoco.

Appartenenti alle famiglie McDaid e Fleming sono usciti dal quartiere di Heights prima del passaggio della parata orangista di ieri sera, per evitare l’innalzarsi di tensioni.