La polizia che indaga sulla morte di due soldati da parte di Real IRA hanno perso la documentazione che riguarda la loro prova più grande, quella che collegherebbe i due imputati alle uccisioni, l’auto utilizzata per la fuga dagli uomini armati

Massereene Barracks, AntrimAll’inchiesta preliminare della Coleraine Magistrates Court sugli omicidi è stato riferito che l’etichetta riportante i dettagli di chi è entrato in contatto con la Vauxhall Cavalier verde, e dove e quando tale contatto è stato fatto, è “scomparsa”.

Peter Corrigan, avvocato del quarantacinquenne Brian Patrick Shivers, accusato degli omicidi insieme al prominente repubblicano di 42 anni, Colin Duffy, ha suggerito che la perdita dell’etichetta mostra “una registrazione inadeguata e casuale”.

L’avvocato della società Kevin Winters Solicitor ha sostenuto inoltre che le autorità “non avevano alcuna procedura standard all’opera” per gestire i reperti e che era tutto un “colpo di fortuna”.

Colin Duffy, di Lurgan, e Brian Shivers, di Magherafelt, sono accusati degli omicidi sul presupposto che i loro profili DNA sarebbero stati trovati nella macchina e possono essere collegati ad essa.

Tuttavia è anche emerso mercoledì che sono stati recuperati nella Vauxhall anche altri sei profili maschili del DNA, oltre a quelli di Duffy e Shivers.

Tra quelli il cui DNA è stato identificato c’è un autista di polizia civile, il cui DNA è stato recuperato presumibilmente da tamponi prelevati dal freno a mano della berlina.

Presumendo fosse sempre vestito con l’equipaggiamento completo di protezione personale, costituito da una tuta di plastica, oltre a stivali, cappuccio e maschera, quando a contatto con la macchina, non poteva dire quante volte poteva avrlo toccato.

“Ne consegue che non è da quello che hai detto circa le precauzioni, che il tuo DNA sulla leva del freno si deve essere trasferito innocentemente, non è corretto?” ha chiesto Corrigan.

“Sì è vero, credo di sì”, la risposta dell’autista.

E’ stato l’autista che ha anche rivelato che l’etichetta della Vauxhall è scomparsa e quindi non poteva dire quante volte e quando è entrato in contatto con la macchina usata per la fuga.

Ha detto di “non essere tenuto a conservare le informazioni con il riferimento a quante volte ero venuto a contatto con il veicolo”.

Il conducente ha inoltre spiegato di non aver sempre firmato l’etichetta quando era in contatto con la macchina, “fino a quando ho ricevuto istruzioni di spostare il veicolo”.

L’avvocato Corrigan gli ha chiesto se non era forse una pratica standard di gestione delle etichette e che il tutto è stato “un colpo di fortuna”, il testimone ha risposto che poteva ribadire quanto affermato prima.

“Come ho già detto non ero al corrente delle politiche formulate dal servizio di polizia in relazione alle etichette delle prove”, ha detto il testimone.

In precedenza, all’inizio del terzo giorno del procedimento, l’avvocato difensore Mark Mulholland ha affermato nuovamente che Duffy era stato “aggredito, violentato, aggredito fisicamente e ha diverse ferite”.

Tuttavia, ha compreso che il giudice ha “poteri limitati” in queste materie e che “se il signor Duffy ha qualche reclamo, dovrà sottoporlo alle autorità competenti”.

Si spera che l’inchiesta sugli omicidi dei genieri Mark Quinsey, 23 anni, e Patrick Cengiz Azimkhar, 21 anni, avvenuti fuori dalla base militare di Massereene il 7 marzo 2009, si concluderà giovedi.