Republican Action Against Drugs (RAAD) ha risposto alle critiche sulla decisione di sparare ad un commerciante di Derry che vendeva “sballo legale” nel suo negozio

Raymond Coyle, 52 anni, è stato colpito tre volte alle gambe all’interno del suo negozio, il Red Star, in Waterloo Street mercoledì scorso.

La sua famiglia ritiene che sia stato attaccato perché il suo negozio vende materiale per fumatori e “sballo legale” – droghe che posso replicare gli effetti di alcune sostanze illegali ma non sono incluse nella legge sulle sostanze illegali.

La famiglia di Coyle insiste che non è mai stato avvertito per la vendita di “sballo legale”. Tuttavia il RAAD afferma che questo non è vero.

L’organizzazione si riferisce ad un comunicato pubblicato sul Derry Journal a dicembre, nel quale si avvisavano i commercianti della città di non fare scorta di “sballo legale” e attrezzature per il consumo di droga e di rimuovere tali oggetti a Natale.

Il gruppo afferma anche di aver chiesto ad un lavoratore comunitario con conoscenza dei problemi di droga di intervenire nella speranza che “il pensiero morale avrebbe prevalso”.

Quando gli è stato chiesto se fosse a conoscenza delle minacce contro Coyle, la PSNI ha risposto che non commenta casi individuali.

Nella sua dichiarazione, la RAAD ha anche respinto il suggerimento che il gruppo abbia un’agenda politica.

“Il RAAD non ha interessi politici e respingiamo fermamente quanto detto dalla famiglia Coyle ai mezzi di comunicazione. Abbiamo già dichiarato in precedenza che non siamo né anti-SDLP né anti-Sinn Fein. Il nostro solo interesse è cercare di disturbare e minimizzare l’afflusso di droghe nelle nostre comunità”.

Amnistia

L’organizzazione afferma anche che, ad oggi, 35 persone “hanno accettato la nostra amnistia e continuano con le loro vite. Tre persone furono mandate in esilio ma ora gli è stato permesso di ritornare a casa e reintegrarsi con la comunità”.

Il comunicato conclude: “La realtà della situazione è questa: noi siamo qui, i nostri membri vengono dalla comunità, vive e lavora nella comunità e non offriamo alcuna scusa per le azioni che eseguiamo per fermare la trasformazione di Derry in un’altra Dublino o Limerick”.