Ardoyne riot | 12 07 2012

Quattro uomini di Belfast sono stati rimandati in custodia dopo essere comparsi in tribunale in connessione coi disordini esplosi dopo le parate contenziose intorno agli Ardoyne Shops il 12 luglio 2012

Aiden McCrory, 25 anni, Gary Martin, 41 anni, Dean Cromie, 18 anni, e Michael McDonnell, 23 anni, sono i quattro uomini rinviati in custodia dopo l’udienza preliminare.

Venti agenti di polizia sono rimasti feriti e dieci proiettili sono stati sparati contro la PSNI nel corso della notte.

La violenza è scoppiata dopo due parate che sono transitate nella strada che divide le comunità cattoliche e protestanti.

La prima parata era composta da un piccolo numero di orangisti di ritorno dalle annuali celebrazioni del 12 lugio.

La seconda era una parata di protesta organizzata da un gruppo nazionalista.

Dai membri delle due comunità sono partiti lanci di bottiglie molotov e mattoni in direzione della polizia.

Nessuna scusa

Dopo mezzanotte alcuni colpi di arma da fuoco sono stati sparati dalle file nazionaliste, ma nessun agente di polizia è rimasto ferito.

La PSNI ha sparato sei proiettili di plastica e ha utilizzato cannoni ad acqua per cercare di disperdere la folla.

Secondo il comandante della polizia nessuna delle persone coinvolte aveva una scusa per attaccare gli agenti in assetto anti sommossa.

“Non ci sono scuse per la violenza e i disordini, sebbene fossero contenute in una zona relativamente piccola dell’Irlanda del Nord”, ha detto il Chief Constable.

“Porteremo molta gente in tribunale nei giorni a seguire.

“Dovremo capire di più sul perché alcune parti dell’Irlanda del Nord sono in ritardo e questa è una sfida per tutti noi, politici, polizia e comunità”.

L’Assistant Chief Constable Will Kerr ha detto che la comunità deve agire per porre fine alla violenza.

“Sono arrabbiato perché abbiamo questi tre giorni di follia annuale in cui sembra che le forze di pace siano un obiettivo legittimo”, ha affermato.

“Ci sarà fare un notevole numero di arresti, come abbiamo fatto l’anno scorso, durante le prossime settimane e mesi per assicurarci che le persone finiscano in tribunale a rispondere delle proprie decisioni”.