McGuinness - Robinson

Il primo ministro nordirlandese Peter Robinson si trovava in uno stato di “repressa eccitazione aggressiva” durante lo scontro verbale con Martin McGuinness?

Questo è il punto di vista dell’esperta di linguaggio del corpo Judi James, secondo cui durante la conferenza stampa di lunedì si è visto uno scorcio affascinante e non previsto dietro alla facciata della vita politica.

“Sebbene il disaccordo non sia una cosa positiva, è stato interessante e raro per i politici verbalizzare il loro disaccordo e mostrarlo nella gestualità del corpo”, ha detto la signora James.

Lo scontro tra i DUP e lo Sinn Fein sulla data di trasferimento dei poteri di polizia e giustizia da Londra a Belfast è fermentato per alcuni mesi, ma questa è stata la prima volta che i due politici hanno discusso in pubblico.

E’ scoppiato da una domanda posta a McGuinness, cui è stato chiesto se dimetterebbe qualora non ottenesse una data per il trasferimento della giustizia prima di Natale.

James ha detto che il vigoroso attacco del vice primo ministro shinner ha colto Robinson di sorpresa.

“Il contegno di McGuinness corrispondeva alla mascella ben salda in avanti, ad una esposizione impassibile e stava guardando diritti davati a sé.

“Si può vedere come Peter Robinson fosse un po’ meno preparato – stava da una parte, ha guardato di lato e parlato con qualcuno prima di cominciare a rispondere.

“In un’altra postura rivelatrice, Robinson ha anche un accelerato battito di ciglia.

“Spesso lo facciamo quando abbiamo una raffica di adrenalina, quando siamo sorpresi o quando siamo in uno stato di repressa eccitazione aggressiva”.

La James ha studiato il linguaggio del corpo di molte persone, dai partecipanti al Grande Fratello ei primi ministri, e afferma che il “linguaggio del corpo congruo” dei due uomini – quando adottano simili posture – potrebbe essere un segno di un potenziale raggiungimento dell’accordo.

“Avendo studiato persone come Gordon Brown, che pretendeva di essere il migliore amico di Tony Blair, sono forse più turbata dalla dimostrazione palese di gesti non congruenti”, prosegue.

“Ci sono alcune indicazioni utili – ad esempio, Martin McGuinness ha usato una misurata gestualità per definire la dimensione del problema, ma stava avvicinando le mani e quindi ha unito le dita, quasi a spiegare implicitamente che crede alla possibilità di una soluzione.

“Penso abbiano bisogno di sentirsi dire di agire insieme in maniera corretta.

“Non sembrano i migliori amici ma, curiosamente, c’era qualcosa nell’onestà del disaccordo che potrebbe portare ad un accordo nel lungo termine”.