Brian ShiversÉirígí ha ammesso l’altra sera che il secondo uomo accusato di partecipazione all’omicidio contro due soldati britannici è stato membro del movimento.

Brian Shivers, 44 anni, è comparso ieri nel tribunale di Ballymena, accusato per gli omicidi di Mark Quinsey e Patrick Azimkar, avvenuto all’esterno della caserma di Massereene, ad Antrim, lo scorso marzo.

L’uomo della contea di Derry è la seconda persona accusata per l’attacco rivendicato dalla Real IRA, nel quale altri tre soldati e i due fattorini che stavano consegnando le pizze sono rimasti feriti.

A marzo l’ex portavoce di Éirígí, Colin Duffy, è stato portato in tribunale con accusato dell’attacco di Antrim.

Un altro ex portavoce del gruppo repubblicano, Dominic Og McGlinchey, è stato interrogato dalla polizia e quindi rilasciato senza alcuna accusa.

Éirígí inizialmente ha negato che Shivers fosse uno dei suoi attivisti. Un portavoce del gruppo ha ammesso in seguito che Shivers faceva parte di Éirígí ma di aver presentato le proprie dimissioni a novembre, dopo soli sei mesi di appartenenza.

Le forze di sicurezza hanno contestato tale affermazione, rivelando che l’uomo agiva come “ufficiale addetto al reclutamento” fino ai mesi scorsi.

Shivers, di Sperrin Mews a Magherafelt, ha parlato solo una volta in tribunale, per confermare di aver compreso le accuse di omicidio, tentato omicidio e possesso di armi da fuoco e munizioni.

L’ispettore Justin Galloway ha detto che gli esperti della scientifica hanno recuperato il DNA di Shivers su un telefono cellulare e su due fiammiferi recuperati nella macchina usata per la fuga.

Niall Murphy, avvocato difensore, ha riferito che la prova è una copia di DNA a basso numero di copie, simile a quella screditata nel 2007 durante il processo per la bomba di Omagh.

“Questo è semplicemente DNA a basso numero di copie risistemato per opportunismo legale e scientifico”.

Galloway ha ammesso che gli esami iniziali sui fiammiferi non hanno dato sufficienti indizi per collegare Shivers alla scena. Gli scienziati hanno ottenuto un’identificazione positiva solo combinando i profili.

L’ispettore ha comunicato che gli esami sui fiammiferi hanno identificato il DNA di un’altra persone mentre sul telefono cellulare ci sarebbe DNA riconducibile a tre persone.

La polizia si è opposta al rilascio su cauzione, dicendo di temere per un’eventuale fuga del sospettato, come successo per un’altra persona.

Murphy ha affermato che il proprio cliente ha bisogno di cure ospedaliere per una fibrosi cistica quindi non potrebbe fuggire. Comunque Shivers è stato rimandato in custodia per ricomparire in tribunale in video conferenza il 18 agosto.