Sally Gribben, sister of Martin McCaughey, and Philip O'Neill, brother in law of Dessie Grew, leave Laganside Court, BelfastDurante l’inchiesta era stato affermato che un soldato del corpo dei SAS avrebbe costruito un resoconto della sparatoria contro i due membri dell’IRA per coprire l’uso eccessivo della forza.

Dessie Grew, 37 anni, e Martin McCaughey, 23 anni, furono colpiti a morte nei dintorni di Loughgall dall’esercito inglese, che sparò loro 72 proiettili nel mese di ottobre 1990.

Il militare, che ha dato testimonianza al tribunale di Belfast protetto da una tenda, è stato identificato solo come “Soldato C”.

Karen Quinlivan, avvocato delle famiglie delle due vittime, ha contestato le affermazioni del soldato, che avrebbe sparato 19 colpi perché credeva di essere sotto attacco. Era emerso infatti che i due militanti repubblicani non avevano sparato alcun colpo. La Quinlivan ha detto: “Questo è un resoconto che avete costruito in modo da giustificare l’uso eccessivo della forza eccessiva avvenuto la notte in questione”.

Il Soldato C ha confermato che l’esercito britannico aveva messo sotto sorveglianza il riparo nei pressi di Loughgall perché c’era il sospetto che un veicolo rubato tenuto al suo interno fosse stato usato per azioni di terrorismo.

Ha confermato l’assenza di avvertimento da parte del commando della SAS prima di aprire il fuoco, ma ha respinto le accuse di aver fabbricato appositamente la sua testimonianza e ha spiegato di aver aperto il fuoco dopo aver visto dei lampi, che in seguito è emerso che erano stati causati dai proiettili sparati dai soldati.

In aula è stato riportato che il Soldato C aveva dichiarato di aver aperto il fuoco perché credeva che la sua vita e quelle degli altri soldati erano a rischio. Dopo che un commilitone ha iniziato a sparare ai due uomini, il Soldato C ha affermato: “Pensavo che ci fossero più uomini. Potevano nascondersi altre persone. Ho visto lampi che pensavo fossero provocati da armi da fuoco”.

L’inchiesta, entrata nel suo quinto giorno di lavoro, ha già ascoltato un medico che ha esaminato i morti e ha detto che giacevano nei pressi di armi da fuoco. L’inchiesta riguarda una delle molteplici operazioni delle forze di sicurezza definite “sparare-per-uccidere” (shoot-to-kill), che hanno suscitato polemiche ed una serie di indagini ufficiali.

L’ufficiale di comando al momento dell’imboscata della SAS a Loughgall, il Soldato K, ha negato l’esistenza di una politica simile, volta ad eliminare fisicamente i membri dei gruppi paramilitari.

L’inchiesta continua.