Smithwick TribunalIl giornalista Kevin Myers ha raccontato allo Smithwick Tribunal di ritenere che esistessero almeno due talpe dell’IRA e forse una cellula repubblicana nella stazione della Garda di Dundalk negli anni Ottanta.

Testimoniando settimana scorsa in aula, Myers ha detto di aver scritto un articolo nel marzo 2000 nel quale evidenziava la presunta collusione della Garda con il gruppo di fuoco dell’IRA, ritenendo che almeno 12 uccisioni erano state compiute grazie all’aiuto di una sola talpa IRA che operava nella stazione di polizia.

Le sue fonti principali per la rubrica – pubblicato nella serie “Irishman’s Diary” sull’Irish Times – erano un ex poliziotto ed un “terrorista”. Aveva basato alcune delle sue comprensioni degli eventi sul libro dell’ex giornalista del Daily Telegraph Toby Harnden, Bandit Country.

Ha spiegato in tribunale che secondo lui entrambe le fonti parlavano della stessa talpa, ma in seguito ha scoperto che si riferivano a due diversi membri della Garda, i cui cognomi iniziano entrambi con la lettera C. Questo era l’errore riportato nell’articolo.

Myers ha riferito al giudice Peter Smithwick che la sua fonte nella polizia si riferiva a “Colton” – ovvero il sergente Leo Colton, ora in pensione, che lavorava nella stazione di polizia di Dundalk negli anni Ottanta. Anche la fonte del gruppo armato parlava di un uomo il cui cognome iniziava con la C, ma in seguito aveva scoperto che si trattava del sergente Owen Corrigan, anch’egli in forze nella stazione Garda di Dundalk.

Adesso è convinto della presenza di almeno due agenti della Garda all’opera per conto dell’IRA a Dundalk, e forse anche un’intera cellula. Nel contro interrogatorio eseguito dall’avvocato Jim O’Callaghan, per Owen Corrigan, Myers ha affermato che “cellula suggerisce una coerenza che poteva non esistere”. Il giornalista ha spiegato di sapere poco di Corrigan e di non aver fatto il suo nome nell’articolo, ma sono stati altri a farlo trapelare. “Era una rivelazione scioccante da fare”, ha detto Myers, “ma non sono stato io”.

Ha riconosciuto di aver sbagliato su alcuni dettagli in relazione ad alcuni degli omicidi, spiegando a O’Callaghan come l’articolo fosse basato sulle sue opinioni e affermazioni. Una rubrica, infatti, ha “un diverso svolgersi fattuale” rispetto ad un articolo o ad un commento editoriale. “Tutto quello che possiamo fare è dire la verità nella maniera più sincera ed imparziale possibile”, ha proseguito.

O’Callaghan ha chiesto: “Pensi che l’articolo dicesse la verità in una maniera giusta ed imparziale?”. La risposta laconica di Myers è stata: “No, non credo”, spiegando di aver scritto il pezzo perché “c’erano troppo operazioni di confine andate male senza qualcosa sistematicamente sbagliato”.