no racism - no al razzismoEx paramilitari lealisti hanno fatto una promessa pubblica senza precedenti di lottare contro il crescente problema del razzismo in Irlanda del Nord.

Il voto giunge dopo che alcuni ex paramilitari dell’Ulster Defence Association (UDA) hanno preso parte ad un programma contro il razzismo, svolto con l’avallo dell’Office of the First Minister and deputy First Minister (OFMDFM – Ufficio del primo ministro e del vice primo ministro) e culminato con una visita in Polonia.

Altri membri dell’Ulster Volunteer Force (UVF) stanno completando il programma di addestramento nelle prossime settimane, con un’altra visita nel paese.

Le notizie giungono in mezzo a rivelazioni sconcertanti secondo le quali oltre 40 polacchi sono stati intimidati dai lealisti in differenti zone di Belfast nel corso delle ultime due settimane.

La Polish Association ha affermato che in seguito ai violenti scontri tra tifosi nordirlandesi e polacchi in occasione della partita di qualificazione ai Mondiali 2010 di calcio, 46 persone hanno le zone di Village (sud Belfast) e di Albertbridge Road (est Belfast) a causa degli abusi fisici e degli attacchi contro le proprietà.

I paramilitari lealisti sono spesso stati associati con gli attacchi razzisti, ma la partecipazione a questo programma è un chiaro segno di spostamento degli obiettivi.

Il Belfast Telegraph ha raccontato che ex membri dell’IRA di South Armagh, Tyrone, Cavan e Monaghan hanno contattato gli organizzatori di questi corsi per realizzarli anche nelle loro zone.

Trentasei lealisti – molti ex UDA, UVF e Ulster Freedom Fighters (UFF) – hanno passato il livello base dello schema pilota chiamato “The Thin End of the Wedge” (La fine sottile della zappa).

Il programma si concentra principalmente sullo sradicamento degli attacchi contro i polacchi abitanti nelle aree lealiste di Belfast. Comunque, si spera possa includere tutte le minoranze abitanti in Irlanda del Nord.

Appartenenti alla Lower Shankill Community Association, appena rientrati dalla Polonia dove hanno visitato i campi di concentramento di Auschwitz, Birkenau e Plasnow, hanno riferito che il programma li ha aiutati a comprendere il potenziale “distruttivo del razzismo”. Nel gruppo anche ex membri dei gruppi paramilitari.

Un portavoce ha aggiunto: “Il gruppo ha compreso che storicamente, e con alcune situazioni presenti anche nella nostra società, il razzismo esiste ancora e che dobbiamo respingerlo, sforzandoci di creare una società libera da quegli atteggiamenti mentali.

“E’ quindi nostra intenzione divulgare la lezione e le scoperte di questo corso a tutte le comunità, cercando di creare tolleranza tra le razze ed i gruppi che compongono la nostra società”.

L’operatore comunitario di Shankill, Frank Higgins, – della società di formazione Transition Training, che realizza il corso – ha approcciato la dirigenza dei gruppi lealisti per incoraggiare la partecipazione al progetto, in quanto preoccupato della crescita di episodi razzisti nell’area.

“Ho spiegato che la faccenda non è più settaria ma è un malessere strisciante. Gli ho spiegato come va affrontata la questione. Questo progetto permette ai partecipanti di guardarsi dell’esterno”, ha detto Higgins.

“Il corso può essere modulato su ogni comunità in base al tipo di problema razzista che affligge una determinata area”.

Un lealista, al termine del corso, ha detto: “Penso che questo corso può far cambiare idea sulla loro cultura (dei polacchi) e potrebbe costruire migliori relazioni comunitarie in Irlanda del Nord”.

Il direttore della Polish Association di Belfast, Maciek Bator, ha aggiunto che “il programma potrà aiutare a costruire relazioni stabili tra la i polacchi e le comunità lealiste a Belfast”.

Romuald Lanczkowski, vice Segretario Generale del Senato della Polonia ha concluso: “Parlando con gli altri e conoscendo le culture opposte possiamo davvero migliorare le relazioni comunitarie in molti, molti livelli”. L’ufficio del primo ministro nordirlandese ha fornito i fondi per il progetto pilota ma gli organizzatori sperano in un futuro finanziamento europeo.