Zapatero cambia immagine contro crisi
La ‘dura’ Elena Salgado sostituirà Pedro Solbes all’Economia

Jose Luis ZapateroRoma, 7 apr. (Apcom) – Dopo settimane di indiscrezioni e con una situazione economica in costante deterioramento, finalmente il premier spagnolo Josè Luis Zapatero ha formalizzato il rimpasto del suo esecutivo. La decisione è stata annunciata subito dopo essere tornato da una lunga serie di appuntamenti internazionali, con una rapidità che ha confermato come il principale problema – nonché ‘capro espiatorio’ – del governo fosse il portafoglio all’Economia detenuto dall’anziano ministro Pedro Solbes: già anticipata negli scorsi mesi da diversi media, la sostituzione di Solbes non era però opportuna prima del G-20 di Londra, anche per l’autorevole profilo di Solbes e la sua esperienza internazionale.

Al posto dell’ex-commissario europeo, uno degli artefici della vittoria elettorale del Psoe l’anno scorso ma la cui immagine si era offuscata e ingrigita di pari passo con la crisi, va ora Elena Salgado, ex ministra della Sanità e dell’Amministrazione pubblica: energica e determinata, questa ‘lady di ferro’ di 59 anni, originaria della Galizia, aveva cercato di far passare una legge per regolamentare il consumo di alcol, poi bloccata dal governo per l’impopolarità dell’iniziativa. Durante la sua tappa alla Sanità, Salgado fu ‘madre’ della nuova legge sulla riproduzione assistita, che abolì il limite alla fecondazione in vitro di tre ovociti per ciclo riproduttivo, e di un registro nazionale per il testamento biologico.

A Salgado spetterà il difficile compito di ridare freschezza – o almeno una parvenza di efficacia – alle ricette economiche dell’esecutivo per contrastare la crisi, che sta distruggendo posti di lavoro senza sosta: la disoccupazione a febbraio era secondo Eurostat del 15,5% (3,6 milioni di persone) e alcuni esperti prevedono il 20%, cioè oltre quattro milioni di persone, a fine 2010. La prossima mossa dovrebbe essere l’annuncio dell’ennesimo pacchetto di misure anti-crisi (centrate sulla liberalizzazione dei servizi) verosimilmente prima delle elezioni europee di giugno, prossimo test politico che si annuncia cruciale per Zapatero, dato il risultato ‘agrodolce’ delle elezioni regionali in Galizia e nei Paesi Baschi a inizio marzo.

Secondo un sondaggio pubblicato domenica scorsa dal giornale di sinistra ‘Publico’, l’opposizione del Partito popolare (Pp) sarebbe passato in vantaggio davanti ai socialisti a causa della crisi, e avrebbe il 40,7% delle intenzioni di voto contro il 39,2% del Psoe. A questo si aggiunge un progressivo isolamento dei socialisti nel parlamento, dove faticano sempre di più a trovare alleanze – sia pure contingenti – per far passare le proposte legislative, dtao che non hanno la maggioranza assoluta. Difficilmente il rimpasto di oggi potrà risolvere tutti questi problemi, ma un cambio di immagine – o, secondo i più maligni, di facciata – era ormai improcrastinabile.

Ancora una volta, Zapatero per questo cambio di immagine ha puntato in buona misura sul gentil sesso: oltre a Salgado – che già era nel governo ma rappresenta il cambio principale – altre due donne sono infatti entrate nell’esecutivo: Trinidad Jimenez (46 anni), finora segretaria di Stato per l’Iberoamerica, diventa ministra della Sanità e Politiche sociali al posto del valenziano Bernat Soria; e Angeles Gonzalez Sinde, regista di 43 anni ed ex presidente dell’Accademia delle Scienze e delle Arti Cinematografiche, sostituirà il ministro della Cultura Cesar Antonio Molina.

Altri cambiamenti completano poi il rimpasto: l’ascesa a ministro di José Blanco, finora vicesegretario del Psoe e uno degli uomini forti del partito. Sarà ministro del ‘Fomento’ (Trasporti e Infrastrutture) al posto della contestatissima Magdalena Alvarez, al centro di polemiche sui ritardi dell’Alta velocità in Catalogna ma anche di disagi negli aeroporti durante l’inverno. Per rispettare il complesso equilibrio regionale della Spagna, però, al posto di Alvarez entrerà nel governo nella ‘quota andalusa’ uno dei ‘baroni’ del Psoe, l’ex presidente regionale dell’Andalusia Manuel Chaves: al potere in Andalusia – granaio socialista – dal 1990, per lui è stato appositamente creato un nuovo ministero, quello della Cooperazione territoriale, che dovrà gestire i delicati equilibri finanziari fra le comunità autonome (regioni) della Spagna. Chaves sarà anche terzo vicepremier, dopo Maria Teresa Fernandez de la Vega e Salgado.

Infine, il presidente della Conferenza dei rettori, Angel Gabilondo andrà all’Educazione, scorporata da Scienza e Innovazione, e dovrà gestire la delicata riforma dell’Università, che ha provocato un duro movimento di protesta studentesca che è anche sfociato in scontri con la polizia a Barcellona. Il portafoglio dello Sport, utilizzabile a fini di popolarità, a causa dei recenti successi della Spagna in diverse discipline, dipenderà per ora direttamente da Zapatero, che pure aveva promesso la creazione di un ministero alcuni mesi fa.