Un ex membro della LVF – che fu accusato dell’omicidio del giornalista Martin O’Hagan – è divenuto un pentito, fornendo alla polizia i nomi della banda che pianificò l’uccisione del reporter del Sunday World

L’avvocato del trentaduenne lealista Neil Hyde ha riferito in aula a Belfast che l’uomo ha offerto alla Corona “la migliore assistenza in relazione alla risoluzione del famoso omicidio”.

Il rinomato giornalista Martin O’Hagan fu assassinato il 28 settembre 2001, mentre tornava a casa da un pub insieme alla moglie, nella sua Lurgan. Il suo omicidio fu rivendicato dal gruppo lealista Red Hand Defenders, un nome di copertura usato all’epoca dalla LVF.

Hide ha siglato un accordo in base alla legge Serious Organised Crime and Police Act (SOCPA), ottenendo in cambio una riduzione della pena per i 48 reati legati a LVF per i quali si è già dichiarato colpevole.

Un avvocato della Corona ha detto che Hyde ha confessato i reati durante l’interrogatorio compiuto dalla PSNI nel settembre 2008 e sei mesi dopo ha acconsentito formalmente ad assistere la polizia.

La polizia era posizionata all’interno ed all’esterno dell’aula nel tribunale di Belfast, mentre 20 lealisti di Lurgan osservavano in silenzio le guardie carcerarie accompagnare Hyde in manette.

Hyde ha ignorato gli amici di un tempo e si è seduto placidamente mentre l’accusa elencava dettagliatamente i suoi reati.

Hyde ha ammesso la colpa per sei reati legati a bottiglie incendiarie, nove per rissa, spaccio di cannabis e cocaina, cinque legati ad incendi dolosi, sette per uso di armi da fuoco, due per aver trattenuto informazioni in relazione ad un omicidio e ad un ferimento.

Si è anche dichiarato colpevole per una rapina ed una tentata rapina, furto aggravato, lesioni personali gravi e preparazione di un incontro a sostegno della LVF.

Tutte le accuse sono state compiute tra il 1° gennaio 1992 e il 24 gennaio 2008.

Ha riferito Gordon Kerr, avvocato dell’accusa, che Hyde ha detto alla polizia di essere stato presente in un appartamento la sera dell’omicidio e ha fatto il nome delle persone presenti, dell’esposizione di una pistola carica e di come fosse chiaro che stava per avvenire un assassinio.

Hyde, prosegue Kerr, avrebbe lasciato l’appartamento senza essere a conoscenza dell’obiettivo dell’attacco e non avrebbe partecipato in alcun modo.

Il lealista avrebbe altresì raccontato alla PSNI anche dell’omicidio di Graham Edward Marks, ucciso a Tandragee nell’aprile 2001.

All’epoca la polizia ritenne l’omicidio legato ad una faida tra la LVF e l’UVF.

Gli avvocatio hanno evidenziato il parallelo tra la decisione di Hyde di aiutare la polizia con quella dei fratelli Robert e Ian Stewart che stanno testimoniando contro presunti uomini UVF di Mount Vernon, North Belfast, ottenendo una riduzione delle sentenze.

L’avvocato di Hyde ha affermato che il suo cliente “ha attraversato il Rubicone” collaborando con la polizia e mettendo a repentaglio la propria vita e quella della sua famiglia. La sua decisione, secondo il legale, sarebbe la più limpida indicazione del suo rimorso e della sua determinazione a voltare le spalle al passato.

L’avvocato ha chiesto al giudice Patrick Lynch di sospendere la sentenza di Hyde vista la sua promessa di fornire “la massima collaborazione” con la PSNI.

Il giudice emetterà venerdì prossimo la sentenza di Hytde.

Mentre Hyde veniva portato fuori dall’aula, un uomo gli ha gridato “Sei un bugiardo!”