Matt Baggott, PSNIGli elevati costi nella gestione del processo “Supergrass” non deve prevenire lo svolgimento di simili azioni in futuro, afferma il comandande della polizia Matt Baggott.

Il processo per omicidio degli uomini accusati dalla testimonianza dei fratelli rei confessi Ian e Robert Stewart è stato uno dei più costosi della storia dell’Irlanda del Nord, con una spesa stimata in circa 14 milioni di euro (10 milioni di sterline).

Baggott, che ha reiterato il proprio sostegno alla decisione dell’accusa di perseguire le accuse, ha detto che era giusto vedere se le cose potevano essere fatte in maniera più efficiente, ma le questioni economiche non devono ostacolare la giustizia.

“Credo sia giusto guardare al costo”, ha spiegato ai membri del Policing Board durante l’incontro mensile in programma a Belfast.

“Ma sapete una cosa? Non vorrei vivere in un sistema dove quando qualcuno si reca in una stazione di polizia… ed il nostro compito legale sia di svolgere il processo, poi dire «oh, ci dispiace, è troppo costoso».

“I reati che stiamo indagando sono i più gravi – omicidio, ricatto, rapina, oppressione di comunitò per molti anni – e lo facciamo attraverso il sistema legale.

“Così non penso che dovreste iniziare con i pensieri riguardo al costo. È assolutamente corretto vedere se potete realizzarlo più efficacemente, ma se lo facessimo in quel modo (in base al costo) allora ci troveremmo in un brutto posto”.

Con 14 avvocati di primo piano e 13 praticanti che formavano la squadra legale degli imputati durante i cinque mesi del processo, insieme al costo dei tre legali della Corona, ai costi di polizia e dell’impianto giuridico, fonti legali hanno preventivato un costo totale di circa 14 milioni di euro.

Baggott ha sottolineato che il caso non è crollato – gli uomini accusati dell’omicidio del comandante dell’UDA Tommy English sono solo stati trovati non colpevoli.

“Questa è un’importante differenza”, ha affermato il comandante della PSNI.

“Così opera il sistema, la polizia prende le dichiarazioni e fornisce i testimoni, il Public Prosecution Service (PPS) prende le decisioni, quello è il loro ruolo nel sistema legale, e quindi l’intera integrità delle prove fornite dai testimoni vengono analizzate attraverso l’esame incrociato durante il processo”.

Ha aggiunto: “Se non permettiamo l’analisi delle prove saremmo in una società totalitaria, e noi non lo siamo”.

L’Assistent Chief Constable Drew Harris ha avanzato delle domande sul processo durante l’incontro del Policing Board.

Per il vice comandante la polizia ha impiegato molta cura nel gestire i cosiddetti “assistenti criminali” (assisting offenders, i criminali pentiti che aiutano la polizia).

Secondo Harris la PSNI si è impegnata ad utilizzare le prove raccolte per portare i criminali in tribunale.

Ma, ha proseguito, la polizia può fare solo questo con i testimoni e non può mai replicare quanto avviene durante un processo.

“Possiamo solo portare avanti il processo” afferma Harris. “Dargli istruzioni sarebbe sbagliato”.

Ha rifiutato di rispondere alla domanda di Jonathan Craig, DUP, che chiedeva se i fratelli avevano onorato l’accordo di dire la verità sul banco dei testimoni.

L’assistente di Baggott ha spiegato che la materia verrà valutata dalla procura.

L’utilizzo dei fratelli Stewart sarebbe avvenuto nell’interesse pubblico.

“Gli assistenti criminali sono uno degli strumenti per affrontare il crimine e la criminalità”, ha comunicato Harris.

“Non utilizzarli permetterebbe a chi compie reati gravi di evadere la giustizia e questo non verrà tollerato”.