Il secondo super pentito continua la sua testimnianza contro 14 imputati, accusati di crimini legati alla UVF

Supergrass Trial: gli imputatiLunedì David Ian Stewart ha respinto le illazioni dell’avvocato difensore Frank O’Donoghue, secondo cui gran parte di quanto detto in origine alla polizia erano solo invenzioni e menzogne.

Tuttavia Stewart non ha potuto spiegare veramente al giudice Gillen le ragioni per quelle che definisce “discrepanze” tra quanto ha affermato in precedenza e la sua testimonianza in aula.

Il giudice Gillen ha chiesto a Stewart come sia possibile fare il nome di qualcuno durante l’interrogatorio di polizia e poi scartarlo dalla sua dichiarazione e testimonianza.

Inizialmente David Stewart ha parlato “solo di un onesto errore”, prima di ammettere: “Onestamente non posso dire il motivo”.

Però Stewart ha detto al giudice: “Come continuo a dire, le mie testimonianze attuali sono la completa verità”.

O’Donoghue, l’avvocato difensore del presunto comandante della UVF di North Belfast, Mark Haddock, nega il coinvolgimento del suo assistito nell’omidicio del rivale UDA Tommy English, freddato nell’ottobre del 2000.

Il legale ha iniziato il controinterrogatorio affermando che Haddock ha negato qualsiasi accusa portata contro di lui e in particolare ha respinto di aver pianificato o aver ricoperto qualsiasi ruolo nell’omicidio English, o in altri attacchi, o di essere presente quando David Stewart ha giurato fedeltà alla UVF.

Chiedendo scusa per la “vastità” degli argomenti toccati dal controinterrogatorio, O’Donoghue inizialmente ha portato Stewart attraverso la sua testimonianza, interrompendosi solo per chiedere al testimone se era sicuro, o se era vero al “100%” quanto veniva riportato.

Stewart ha detto all’avvocato difensore che la sua testimonianza “non era basata su congetture o eventi immaginati”.

Una volta, mentre O’Donoghue ha chiesto a Stewart: “State modellando (la testimonianza) mentre stiamo parlando?”, il pentito ha risposto: “Non lo sto facendo, ve l’ho già detto in precedenza”.

Comunque ha rifiutato di parlare delle prove fornite da chiunque altro, compreso suo fratello, per verificare gli aspetti e le differenze tra le testimonianze.

“Non posso rispondere per qualcun altro”; ha affermato David Stewart. Prima di aggiungere: “Non sto rispondendo per nessun altro”.

Dopo la pausa pranzo O’Donoghue ha iniziato a pressare Stewart su specifiche differenze nella sua testimonianza, definite menzogne dall’avvocato.

Stewart ha respinto le illazioni, parlando di piccole “discrepanze” e non di menzogne. Di errori in buona fede, di poco lontani dall’obiettivo, mere discrepanze, “ma non gigantesche”.

In ogni modo O’Donoghue ha ribattuto a Stewart: “Voi le state chiamando discrepanze, e io le chiamo menzogne”.

Stewart ha di nuovo ribadito di star dicendo la verità, mentre all’epoca dei primi interrogatori era sotto pressione, trovando difficile l’adattamento alla prigione.