UVF - Mount Vernon - North BelfastUn terrorista lealista, che sta testimoniando per la Corona nel più importante processo cotro i paramilitari in Irlanda del Nord, ha ammesso di aver vissuto una vita costellata da problemi con l’alcol e dall’assuefazione alle droghe.

Robert Stewart, 37 anni, testimone fondamentale contro il comandante dell’Ulster Volunteer Force (UVF) Mark Haddock e 13 altri imputati, ha detto presso il tribunale diBelfast di soffrire a volte di problemi di memoria.

I 14 imputati devono rispondere di una lunga lista di reati paramilitari, con Haddock e altre sette persone accusate di aver assassinato a Belfast il rivale lealista Tommy English, 11 anni fa.

Tutti negano le accuse.

English, comandante dell’Ulster Defence Association (UDA), venne ucciso a casa sua, di fronte a sua moglie e ai tre figli piccoli, subito dopo le 18:00 di Halloween del 2000, nel corso di una sanguinosa faida tra il UDA e UVF.

Stewart e suo fratello David Ian Stewart si sono trasformati in testimoni per l’accusa in cambio di una riduzione della pena comminata per il favoreggiamento nell’omicidio e per l’appartenenza a UVF.

I dettagli sui vizi Robert Stewart sono emersi quando è stato interrogato dall’avvocato di Mark Haddock, durante il secondo giorno di processo nel tribunale senza giuria presieduto dal giudice John Gillen.

Frank O’Donoghue ha chiesto perché non era in grado di ricordare dettagli specifici della giornata del luglio 2008, quando lui e suo fratello fuggirono dal quartiere di North Belfast in cui vivevano, poco prima di consegnarsi alla polizia.

Stewart ha ricordato il suo elevato consumo di vodka quel giorno e poi aggiunto: “Sono stato un alcolista per tutta la vita”.

Il testimone ha poi confessato di essere un tossicodipendente abituale, di assumere pasticche di Ecstasy, cocaina, cannabis, acidi e colla così come il valium.

“Negli ultimi anni ci avrei dato un taglio, ma ci sono stati momenti in cui ho consumato molta droga e alcol”, ha affermato.

Stewart ha detto all’avvocato che lui e suo fratello fuggirono prima in Scozia, poi in Inghilterra, infine tornarono in Irlanda del Nord per trascorrere una settimana nella località balneare di Portrush prima di consegnarsi.

I due fratelli si erano finanziati il viaggio con 2500 euro (2000 sterline) rubate dalla casa dei genitori.

“E’ terribile”, ha detto Stewart riferendosi al furto.

Stewart ha affermato che Haddock aveva progettato e diretto l’omicidio di Tommy English.

O’Donoghue ha chiesto al testimone se avesse difficoltà con la sua memoria.

“A volte”, ha risposto. “Ognuno di noi ha delle difficoltà in alcuni momenti. Con i grandi eventi non ho alcuna difficoltà, tranne se bevo”.

Come ha fatto ieri, Haddock era seduto distante dal banco degli altri imputati, per timore per la propria incolumità.

Vestito con una polo rossa e bianca guardava O’Donoghue mentre accusava Stewart di aver fabbricato le prove che il suo cliente aveva pianificato l’omicidio all’interno di un appartamento, nelle ore precedenti l’attacco.

“Voglio suggerire a voi che avete escogitato la storia, che si tratta di una fandonia e che mai il signor Haddock era presente là (nell’appartamento)”, ha affermato il legale.

“Allora direi che il signor Haddock sta mentendo”, ha risposto Stewart.

C’è rabbia crescente all’interno del movimento lealista per il processo contro Haddock e gli altri imputati, basato in gran parte sulle testimonianze dei fratelli Robert e David Stewart.

I sostenitori dei 14 accusati hanno paragonato il caso ai cosiddetti processi “supergrass” (pentito, Ndt) degli anni Ottanta, che hanno visto paramilitari lealisti e repubblicani finire in carcere sulla base delle prove di ex colleghi divenuti pentiti ed informatori dello Stato.