Robert Stewart ha rivelato di essere stato interrogato dalla polizia fino a 5 volte al giorno in un luogo segreto

Robert Stewart in aulaIl trentasettenne, che ha coinvolto altre 14 persone nei suoi crimini, è stato interrogato giovedì presso il tribunale di Belfast da Arthur Harvey, avvocato difensore di Alex “Poco” Wood, il quinto accusato.

Dopo aver acconsentito a collaborare con le autorità, Robert Stewart e suo fratello David Ian furono trasferiti dal carcere ad un “luogo segreto” per essere interrogati dagli investigatori.

Harvey ha rivelato che anche alla ragazza di Stewart fu permesso di fargli visita.

“Solo in una occasione e per un paio di ore”, è stata la risposta del supertestimone.

Durante la settimana l’uomo sarebbe stato interrogato fino a cinque volte al giorno e durante i weekend Stewart avrebbe guardato la televisione o utilizzato i videogiochi. Gli interrogatori riprendevano di nuovo il lunedì.

Harvey ha suggerito che la polizia “di un’altra regione” gli teneva compagnia, spesso giocando insieme a lui.

Mentre Robert Stewart annuiva, affermava: “Non è esattamente come essere a casa”.

“Beh, è molto meglio di quanto aveva descritto a questa corte”, lo ha incalzato il legale di Wood.

Il terrorista reo confesso aveva dichiarato di non sentirsi bene, prima di giungere in tribunale a Belfast.

Come con gli altri avvocati difensori, Stewart si è scontrato con Harvey, spesso ponendo nuove domande, costringendo l’avvocato a chiedergli: “E’ importante per voi avere l’ultima parola?”

“E’ solo per difendermi”, ha risposto il pentito.

Durante un’altra fase del dibattimento, il giudice Gillen è intervenuto dicendo al testimone di “dimenticarsi dei commenti, ma risponda alla domanda”.

L’avvocato ha inoltre accusato Stewart di avere un’indifferenza superficiale verso atti inspiegabili di crudeltà, e spesso le sue reazioni alle domande poste in tribunale erano anormali.

Harvey ha affermato che Stewart cerca costantemente di giustificare quanto ha fatto presentandosi sempre come una vittima.

Tuttavia, il pentito ha risposto di aver sempre messo il suo nome in cima alla lista in ogni incidente di cui ha parlato.

Robert Stewart venne anche interrogato su quanto gli venne detto riguardo a qualsiasi accordo tra l’andare inizialmente alla polizia ed i suoi interrogatori.

“Dovrebbe essere stato portato alla mia attenzione dal mio avvocato qualche tempo dopo il mio ingresso in quella stazione di polizia”, ha dichiarato Stewart.

Ma quando viene pressato su tutti i dettagli, Stewart ha fatto valere la sua mancanza di memoria, raccontando alla corte di non poter davvero ricordare ciò che stava pensando in quel momento.

Il giudice Gillen è intervenuto nel tentativo di chiarire la questione, chiedendo a Stewart se non aveva pensato, in quel periodo tra agosto e settembre 2008, a ciò che gli sarebbe accaduto.

Mentre era d’accordo deve aver pensato qualcosa del genere, si trattava davvero di una questione per il suo avvocato e: “Non credo ne sapesse più di me”.

Il giudice Gillen ha poi suggerito che alcune persone potrebbero trovare strano che si ricordasse di aver pensato qualcosa a riguardo, ma non esattamente a cosa avesse pensato.

Stewart ha detto che il suo avvocato deve avergli detto ad un certo punto “questo sarebbe successo, o che stava per accadere … E’ solo che non mi ricordo la discussione”.

Il caso continua.