Il pentito della UVF Robert Stewart ha negato di essere stato coinvolto in più di un omicidio

UVF | Mount Vernon, North BelfastStewart, che sta testimoniando presso il tribunale di Belfast contro 14 persone coinvolte da lui e dal fratello nei crimini dell’UVF, era stato inizialmente interrogato sui presunti movimenti di uno degli accusati durante l’omicidio del boss dell’UDA Tommy English.

L’avvocato difensore Brendan Kelly ha affermato che Stewart ha coinvolto il suo cliente, il trentacinquenne Jason Loughlin, nell’omicidio perché non gli piaceva come persone o perché conosceva qualcuno degli altri accusati.

“Come posso essere sicuro, basandomi sulla vostra testimonianza, che lui fosse presente?” ha chiesto Kelly riguardo al coinvolgimento di Loughlin.

“Può esserne certo. E’ stato là tutto il giorno”, ha replicato Stewart.

Tuttavia l’informatore, che ha ammesso di aver compiuto un “errore nel corso delle sue testimonianze fornite alla polizia su Loughlin, ha negato di aver semplicemente letto una lista di nomi quando doveva identificare in aula le persone coinvolte.

Ha anche affermato che un documento della polizia su Loughlin durante il giorno del delitto, potrebbe non essere “affidabile in quel momento”.

Tuttavia, Kelly ha suggerito ancora una volta che Stewart aveva “coinvolto in qualsiasi cosa fosse accaduto il 31 ottobre 2000 chiunque gli piacesse”.

“Questo non è corretto”, ha risposto il pentito.

Più tardi, quando è stato interrogato dall’avvocatessa Eilis McDermott sulla morte di un uomo picchiato molto duramente e deceduto senza mai aver ripreso conoscenza, Stewart ha chiesto a sua volta all’avvocato se “cerca di dire che ho avuto a che fare con quell’omicidio”.

La McDermott poi ha semplicemente chiesto a Stewart se sapeva di “avere qualcosa a che fare con quella”.

“Non ho avuto niente a che fare con esso… sicuro al 100%”, ha risposto Stewart.

Tuttavia, quando la McDermott ha insistito ulteriormente, suggerendo che non sapeva quello che era accaduto alle vittime che aveva ammesso di aver attaccato in hotel, Stewart ha spiegato: “L’uomo non era uno di loro… siete completamente fuori strada, amore”.

L’ultima battuta ha portato ad un rimprovero pronunciato dal giudice Gillen, che ha detto a Stewart di parlare ai legali “nel modo appropriato”.

La McDermott, a sua volta, ha replicato a Stewart: “Non ti ho accusato di omicidio… non ancora!”

Ha poi aggiunto: “Ma ti sto suggerendo che ti lasci pronto a tale accusa quando ti rechi a picchiare la gente, facendoli svenire”.

La McDermott ha detto che Stewart non poteva permettersi di ammettere il coinvolgimento in qualsiasi altro omicidio con la polizia, che gli aveva detto di “sperare” in un suo non coinvolgimento.

Ciò, ha spiegato l’avvocato, avrebbe significato che “tutte le scommesse erano finite”, ossia l’accordo con la polizia sarebbe finito.

Quando la legale insiste con Stewart sulla sua testimonianza, l’informatore ha respinto l’idea di aver dato alla polizia “opzioni, possibilità e alternative” su quanto accaduto il giorno dell’omicidio di English e su chi vi partecipò.

Ad un certo punto ha accettato che potrebbe aver detto alla polizia di essere il numero due in comando dell’unità UVF che ha eseguito l’omicidio, ma poi ha detto che “nel tempo” non pensava di aver ricoperto tale ruolo.

Ha anche accettato che la sua memoria forse “si è confusa” su alcuni punti, ma poteva ricordare “i punti salienti”.

“Non ci si può fidare della vostra testimonianza”, ha detto la McDermott, che poi ha suggerito come renderla accettabile: “Dovrebbe tornare indietro su entrambe le direzioni”.

In precedenza Stewart era stato interrogato sulla veridicità delle prove di un altro testimone del caso, una vicina di casa della famiglia English che sosteneva di averlo visto il giorno dell’omicidio.

Stewart si è lamentato del fatto che la donna si era presentata solo dopo nove anni e di “aver detto una storia, poi un’altra storia”.

“Chi le ricorda, signor Stewart?” ha chiesto quindi la McDermott che continuerà con il suo interrogatorio anche giovedì.