Doire | Derry

Il 5 marzo 2014 Diarmuid Mac Dubhghlais, tesoriere nazionale dello Sinn Féin Poblachtach, è stato arrestato a Derry dalla PSNI in base alla legge anti terrorismo per essersi rifiutato di rispondere alle domande che gli hanno fatto

Tutti i documenti di Diarmuid Mac Dubhghlais sono scritti in gaelico perché questa è la sua lingua principale, per cui ha fornito agli agenti di polizia il suo nome ed il suo indirizzo in gaelico quando era stato fermato e perquisito in basse alla Sezione 21 della Legge Anti Terrorismo. La PSNI ha rifiutato di scrivere il suo nome e indirizzo in gaelico, quindi gli ha chiesto di sillabarlo oppure di parlare in inglese. Diarmuid si è rifiutato di fare entrambe le cose.

È stato quindi arrestato e portato alla stazione di polizia di Strand Road dove è stato trattenuto per tutta la notte. Nelle prime ore del mattino ha ricevuto la visita di 2 agenti dell’MI5 che gli hanno chiesto se intendeva dare informazioni sulle attività repubblicane. Diarmuid ha rifiutato anche di riconoscere la loro presenza.

L’accusa è incentrata sul semplice fatto che Diarmuid ha utilizzato la sua lingua natìa. Questo fatto rafforza il punto che all’interno della PSNI è ancora considerato un crimine usare la lingua irlandese, nonostante l’accordo di impegno a Stormont? di dare “pieno rispetto e uguaglianza dei diritti civili, politici, sociali e culturali, di libertà dalla discriminazione per tutti i cittadini e di parità di stima e di giusti ed eguale parità di trattamento per l’identità, ethos e le aspirazioni di entrambe le comunità”.

Il 6 marzo Diarmuid Mac Dubhghlais è stato portato al tribunale di Derry dove è stato accusato formalmente, rifiutandosi di rispondere alle domande che gli venivano rivolte. Il giudice è stato sorpreso che l’accusa fosse legata all’utilizzo del gaelico da parte di Diarmuid e ha chiesto cosa sarebbe accaduto se Diarmuid fosse stato romeno o cinese. Attualmente il tesoriere del Republican Sinn Féin è in libertà provvisoria.

Diarmuid è apparso nuovamente in aula il 1° ed il 16 maggio, quando il caso è stato ulteriormente rimandato. Il Public Prosecution Service intende portare avanti le accuse e la prossima udienza si svolgerà domani, venerdì 30 maggio.