Andrea Varacalli, Belfast

Those are my principles, and if you don’t like them… well, I have others.
Groucho Marx

The Monkey BusinessSe pensassimo che si, in fondo meglio di così a lui non potrebbe andare per chiudere questo braccio di ferro.
Lei d’altronde non si può nemmeno muovere da casa. Perimetrata su un diametro di meno di un chilometro. Ma non basta. Nemmeno può parlare in pubblico, le dicono. Ma la sua voce arriva. E come se arriva. Eppure non basta ancora.
Mettiamo che queste due pagine – due A4 – avessero avuto una consulenza terza. E’ un’ipotesi, ben intesi. Diciamo il neo segretario di Stato. L’albione di Shropshire, presidente della Confcommercio britannica, emerso col dna del trading in quella zona grigia tra Stato e privato. Presidente degli amici d’Israele e capogruppo federale antieuropeo a Bruxelles dal 1997. L’ultimo e più grande bastione dell’MI5 in Irlanda del Nord, oggi.

Insomma, tutto è proprio in ordine nel cv di questo signore della diplomatia Bretannia nella destra inglese. La firma sui principi Mitchell di non belligeranza prevedeva che tutti i reati commessi perché derivati dall’ingerenza politica, militare, economica e sociale – la colla orangista, per esempio – fossero trattati come reati “comuni”. Cioé, senza lo status politico del detenuto. Senza riconoscimenti, libreria, segregazione dai lealisti, studio: piccoli ma vitali privilegi che un prigioniero di guerra deve avere. Due Stati, due identità nazionali, non ne fanno una guerra civile.

Mettiamo che la situazione diventi insostenibile e pericolosamente ingestibile a Maghaberry. Proprio come sta accadendo. Proteste sporche nelle celle che si alternano agli scioperi della fame. Penetrare all’esterno è difficile, malgrado tutte gli sforzi che una piccola ma forte associazione come l’Irpwa fa per farsi ascoltare. Li avrebbero insonorizzati quelli del digitale terrestre se non ci fosse stato il web libero e attento. E allora il buco è compiuto. L’indignazione si è elevata, lo Sinn Fein non riesce a tenere concretamente botta, né ad alzare altre cortine fumogene.

Che fa lui, dunque? Scrive. Perché altrimenti glielo avrebbe ordinato se il consiglio supremo d’armata, cioé i soldatini del cessate-il-fuoco, i post/94 insomma, non si fossero autoesiliati a oltranza sulla Costa del Provos tra Alicante e Marbella.
Meglio fare gli international palazzinari col buono uscita della Northern Bank, che rispondere al contrappello dei servizi e finire come Scap e Donaldson. O no?
Quindi scrive a lei, ricordandogli con 3500 battute, malcontate da me, tutte le buone intenzioni di Stormont, degli brits e di quanto sia erotico amministrare lo staterello per conto di Londra.
Lei invece è una ribelle. Lo è sempre stata! Eppure dovrebbe saperlo. Uno dei suoi alfieri più fedeli la conosce davvero molto bene. Proprio come la conosce lui, e la teme e la rispetta.

Ma se è così, perché riempire il lato B di parole che fino adesso – nonostante la prima pubblicazione di domenica sull’Herald – non hanno sortito l’effetto dovuto? Intendo dire, Adams si rivolge ai detenuti di Maghaberry direttamente chiamandoli Pows. Ma Pows non sono. E non lo sono per colpa anche e soprattutto sua.

Avete sentito il coro unionista invocare l’inforcazione di Gerry subito nella piazza grande di Rathcoole? No. Avete sentito anche l’ultimo dei falchi nei Tory dire mezza parola sul’evidente violazione dei negoziati tra lo Sinn Fein e gli brits? No. Eppure non è solo un dietrofront ideologico – se vogliamo prenderla per buona – ma una gravissima presa di posizione per qualsiasi diplomazia degna di questo compito. E non è finita qui. Ha garantito per conto dei Provisionals la risoluzione e la fine del conflitto.
Tuttavia, sempre lui, ora si accorge di un gruppo di uomini che non hanno combattuto per l’eguaglianza come lui ama ricordare nell’equazione cattolico uguale a B-citizen, ma per la sovranità. E lo stanno ancora facendo dentro e fuori le galere, dentro e fuori gli ottusi stecccati della pax bretannia promossa dallo Sinn Fein.

Se ci sono dei Pows si presuppone ovviamente che esista una guerra “giusta” o meno giusta a seconda delle angolazioni da cui la si guarda. E’ semplicemente filosofia politica applicata. Il dilemma del terrorismo. Se ci sono dei Pows quindi, c’è una guerra. Se c’è fumo, deve esserci il fuoco da qualche parte. Ciononostante lui lo scrive nero su bianco a lei: “prigionieri di guerra”. Assolutamente incurante della pericolosissima incazzatura di Cameron – mai arrivata – e le coalition rosa dei Lib/Dems. Pensare che fino a qualche anno fa addirittura un Broadcast Act era stato fatto su misura per lui; con un doppiatore della BBC pronto a recitargli sopra ogni qualvolta appariva in tv. E spesso erano funerali e speech tra le guardie pretoriane dell’Ira. No, lui, sprezzante di questa spada di Damocle sulla stoica barba che pendula da Westminster, chiede a lei se può fare qualcosa… ma cosa.

Attenti adesso.

Scenario A) Albione sapeva tutto e sagaciamente gli dice – su suo suggerimento, sia chiaro che l’albione non è cosi intelligente, ma che fottute grisaglie però!

“Estendiamo la licenze del GFA a Maghaberry. Li facciamo uscire, perché se gli concediamo lo status si moltiplicheranno gli attacchi e noi non c’abbiamo più una sterlina, una, per la Psni. L’esercito è nell’Helmand e rimarrà lì ancora per un po’ prima di atterrare in South Armagh . Però prima vogliamo la tregua della Rira o come cavolo si chiamano di nuovo. Ah sì. Oglaigh na hEireann”.

Scenario B) Lui ci pensa allo scenario A. Mai sottovalutarlo! Nemmeno lui sa quanto sia intelligente – o forse scula come nel 1984 quando John Cregg dell’Uda gli scaricò addosso un caricatore – “’Cause if Gerry says that, must be true, you know…” E’ talmente enigmatico, che la sua mano sinistra non sa mai cosa stia facendo la destra mentre sceglie le tracce del suo iPod. (indottrinamento BBC)

Ecco, provate a immaginare cosa pensa una sfinge. Una sfinge è di granito quindi come fate a credere che possa pensare? E poi Lei non ci cascherà mai, lui lo sa. E lei lo sa che lui deve saperlo. Tutto chiaro?

Arriviamo alla fine! Al piano dei piani, altro che spinning!

“Proviamo con i familiari dei detenuti…” – dice lui. Tanto lei Maghaberry, come spiegavo, a causa del perimetro imposto, non potrà piu’ visitarlo e visitare per un po’. E’ chiaro che la sua sola presenza, sarebbe la fine del piano dei piani, credono. Perché lei, se potesse, c’andrebbe a piedi, come ha sempre fatto.

E allora, un piano quasi perfetto, o no? Direi a tratti, struggente, vero? Il dolore di una madre per un figlio in galera, l’emotività dirottata nel giogo del gran finale. Diabolico.

Vero. Ma non reale quanto il due di picche che continueranno a prendere da lei fino al de profundis e oltre; da tutti i familiari dei Pows, da alcuni operatori nei media che non si fanno mai i cazzi loro e a cui piace visceralmente rompere i coglioni, e infine da tutti quei veri repubblicani di questa isola. Che sono tanti, ma forse non lo sanno.