Suzanne Breen, Sunday World

Murales per Tommy CrossanQuesto è l’uomo che sfida un’agghiacciante minaccia di morte proveniente dai repubblicani.

La scorsa settimana uomini armati e a volto coperto hanno accusato Tommy Crossan, ex comandante della brigata di Belfast della Continuity IRA, di essere un agente britannico. Hanno inoltre affermato che aveva effettuato rapine non autorizzate e rubato centinaia di migliaia di sterline al gruppo terroristico.

“Via dall’Irlanda o ti uccideremo”, lo hanno avvertito. Ma l’altra sera (il 7 agosto, Ndt), Crossan ha parlato con il Sunday World: “Non vado da nessuna parte. La mia coscienza è pulita. Non sono una spia e non lo sarò mai. Andrebbe contro tutto ciò in cui credo.

“Non ho rubato soldi alla Continuity IRA e non sono mai stato coinvolto in rapine. Questi bugiardi stanno cercando di criminalizzarmi e mandarmi via da casa. Ma io sono qui per rimanere”.

Nonostante la minaccia di morte dei suoi ex compagni, Crossan – 40 anni – camminava apertamente per le strade della sua natìa West Belfast, sfoggiando un tatuaggio sul braccio destro, “Solo Dio mi può giudicare”.

In posa per le fotografie davanti ad un murale repubblicano, il disoccupato e padre di quattro figli, ha dichiarato: “Sono nato e cresciuto a San Giacomo, poco fuori da Falls. Tranne gli anni trascorsi in carcere come prigioniero di guerra, ho vissuto qui tutta la mia vita. Non sto scappando via adesso”.

Due anni fa la CIRA assassinò il poliziotto Stephen Carroll a Lurgan. Da allora il gruppo è stato lacerato dalle scissioni. La scorsa settimana il Sunday World è stato portato in un luogo segreto a Belfast, dove sono apparsi tre uomini a volto coperto – due di essi erano armati di pistole. Hanno detto che rappresentavano la leadership del gruppo.

Hanno letto una dichiarazione in cui sostenevano che Crossan era stato davanti alla corte marziale del gruppo, condannato per “crimini” ed espulso dal CIRA. Hanno avvertito che sarebbe stato giustiziato se non abbandonava il paese.

Uno degli uomini ha dichiarato: “Mi piacerebbe metterlo in una fossa”. Per il secondo uomo armato la leadership della CIRA aveva sbagliato nel dare la possibilità a Crossan di lasciare vivo l’Irlanda: “Se fosse per me, gli avrei sparato un proiettile ho la testa e l’avrei lasciato come una bustina di tè gettata sul ciglio della strada”.

Ma Crossan ha detto al Sunday Worls: “Non ho paura. Le persone che mi minacciano sono pagliacci e criminali che operano secondo un ordine del giorno britannici. Non sono soldati di un qualsiasi esercito repubblicano. Non hanno nemmeno il coraggio di mostrare i loro volti. Io sono qui davanti a voi adesso. Non mi sto nascondendo dietro alcuna maschera”.

Pochi minuti dopo che il Sunday World ha parlato con Crossan, un uomo che si è presentato come il portavoce di Dublino per l’Army Council della CIRA si è materializzato. Ha affermato: “Le persone che minacciano di morte Tommy non ci rappresentano.

“Sono stati espulsi dall’esercito perché i loro giochi sporchi. Se succede qualcosa a Tommy Crossan, la Continuity IRA farà rappresaglie. I suoi nemici non si facciano alcuna illusione – noi non resteremo a guardare. Tommy Crossan non è stato giudicato dalla corte marziale. Questa è un’invenzione di un piccolo gruppo di criminali di Belfast”.

Crossan ha detto che poche ore prima della rivelazione della minaccia di morte da parte del Sunday World, la PSNI lo aveva convocato alla stazione di Grosvenor Road: “Mi hanno detto che avevano notizie di intelligenza secondo cui i repubblicani stavano per uccidermi”.

I tre uomini mascherati avevano accusato Crossan di “creazione di squadre per compiere rapine” e di aver intascato il ricavato piuttosto che comprare armi per la CIRA. Sostenevano che aveva orchestrato un rapimento e derubato scommettitori locali, negozi e caffè, comprese le piccole imprese di proprietà di ex-detenuti.

Crossan ha ribattuto: “Sono tutte bugie. Non esco quasi mai da casa. Se avessi rubato centinaia di migliaia (di sterline), perché avrei uno stile di vita così ordinario? Non ho davvero molti soldi. Per quanto io sappia, non si è tenuta alcuna corte marziale e non sono stato trovato colpevole di nulla.

“Se si fosse riunita la corte marziale, questi delinquenti – che non rappresentano nessuno tranne se stessi – deve averlo fatto in segreto. Non hanno le palle accusarmi di persona. Che razza di giustizia è questa? Stanno solo cercando di distruggere me e la mia reputazione”.

Crossan ha denunciato che i suoi accusatori stanno cercando di portare contro di lui altri gruppi come la Real IRA e i repubblicani indipendenti: “La comunità repubblicana deciderà chi sta dicendo la verità. Ho piena fiducia che faranno la scelta giusta”.

Crossan ha smentito le accuse di aver intascato 8.500 sterline che la CIRA aveva ottenuto ricattando un giovane imprenditore di Belfast che spacciava droga.

I tre uomini mascherati hanno rivendicato che Crossan era un informatore ed era stato avvistato insieme ai suoi gestori a Shaw’s Bridge. Hanno detto che l’accusa era stata sollevata a Belfast durante una riunione di sostegno ai prigionieri repubblicani, all’inizio di quest’anno.

Hanno sostenuto che, quando a Crossan è stato contestato il presunto avvistamento, “è diventato bianco e non è più tornato ad un altro incontro per i prigionieri”. Crossan riferisce al Sunday World: “L’anno scorso la polizia mi disse che un giornale stava per stampare un articolo in cui si affermava che ero stato ad incontri con la polizia a Belfast e la mia vita era in pericolo.

“Mi sono confrontato con altri repubblicani dicendo loro quato affermavano i poliziotti. L’accusa non era vera – non ho mai incontrato segretamente la polizia. Ma la notizia è stata diffusa dai Provos che vogliono screditarmi e causare spaccature tra i repubblicani”.

Crossan ha riconosciuto di aver smesso di frequentare le altre riunioni per i prigionieri quest’anno, “ma a causa di tutte le pugnalate alle spalle che avvengono intorno alla questione dei prigionieri – non perché qualcuno mi ha definito una spia”.

Ha negato qualsiasi rapporto con l’MI5: “Come ogni altro repubblicano, voglio gli inglesi lontano dall’Irlanda. Gli informatori sono dei traditori – il peggio del peggio”.

Crossan ha scontato cinque anni nella prigione di Maghaberry per un attacco armato contro la stazione della RUC di Woodbourne. In prigione è stato comandante dei prigionieri della CIRA, dove è stato regolarmente assalito dai lealisti. Nel 2008 ha ricevuto una sospensione condizionale della pena per il coinvolgimento in un complotto per estorcere 50.000 sterline da un uomo d’affari di Dungannon.

Crossan ha respinto le accuse secondo cui, quando era stato comandante della CIRA a Belfast, aveva ordinato di trasferire tutte le armi provenienti dai depositi sparsi nella città all’interno dell’appartamento di un altro membro del gruppo – dove sono state rapidamente sequestrate dalla polizia. “Non ho mai dato un tale ordine”, ha affermato.

Ha anche negato che, da comandante di Belfast, aveva “messo a terra la CIRA” vietando gli attacchi contro le forze di sicurezza. “Se la CIRA era inattiva, fu a causa del suo processo di costituzione e non era pronta per eseguire attacchi militari”, prosegue Crossan.

Crossan ha insistito che la sua attività paramilitare era avvenuta in un periodo “molto nel lontano passato” ed adesso è “puramente un attivista politico”.