Tommy McKearney, ex hunger striker IRAUn ex hunger striker dell’IRA ha detto che l’Irlanda unita è oggi poco più di una “aspirazione distante”.

Tommy McKearney, condannato nel 1976 per avere ucciso Stanley Adams, membro UDR part-time e postino, ha detto che anche numerosi repubblicani hanno poco interesse a rimuovere il confine.

Nel libro presentato la scorsa notte nella zona ovest di Belfast, McKearney sostiene che l’unico modo per i repubblicani per rimuovere la frontiera è di cooperare insieme alla classe operaia protestante, nel tentativo di creare una Irlanda socialista.

Nel suo libro, The Provisional IRA, From Insurrection to Parliament (Provisional IRA; Dall’insurrezione al Parlamento), dice: “l’unità irlandese rimane un’aspirazione per molti – ma solo un’aspirazione.

“Un pensiero piacevole, ma non qualcosa per cui la maggior parte della gente si prepara ad investire tempo o energia”.

Sostiene che, sebbene lo Sinn Fein continui ad affermare che l’Accordo del 1998 “potrebbe affrettare il giorno dell’unità irlandese”, ad oltre un decennio da quel momento non c’è stata alcuna significativa erosione del supporto allo Sinn Fein, nonostante l’assenza di movimento verso un’Irlanda unita.

Questo, suggerisce McKearney, dimostra che la maggior parte dei sostenitori dello Sinn Fein comprende – ed accetta – la realtà che l’accordo in realtà ha cementato la partizione.

McKearney ha parole al fulmicotone anche per il tentativo odierno da parte dei repubblicani di usare le bombe per ottenere l’Irlanda unita, descrivendoli come “irrilevanti anacronismi”.

Accusa i gruppi armati dissidenti – come Real IRA e Continuity IRA – come individui non focalizzati con un “feticcio per le armi”, affermando che hanno creato “uno dei grandi paradossi dell’attuale Irlanda del Nord”, distogliendo l’attenzione dai fallimenti dello Sinn Fein.

E, dice, che “non importa quanto irritati” possano essere quei repubblicani che continuano a bombardare e sparare, la loro influenza è “minimo”.

L’ardente socialista, che adesso organizza il sindacato Independent Workers’ Union, afferma che lo Sinn Fein è diventato sempre più di destra mentre stava sempre di più nel governo a Stormont dove, sostiene, “contrariamente a parlare di condivisione del potere, l’amministrazione [di Stormont] amministrazione è quasi impotente” perché non ha il controllo dell’economia.

L’accordo tra Ian Paisley e Martin McGuinness, prosegue McKearney, termina “la questione nazionale irlandese”.

“Per alcuni è stato difficile da accettare, era chiaro che nessuno nella società irlandese all’epoca era pronto a contestare in alcun modo l’assetto costituzionale dell’isola.

“Il popolo irlandese aveva votato in massa per l’Accordo del Venerdì Santo nel 1998 e da allora sono rimasti fedeli ai suoi promotori ad ogni tornata elettorale.

“Rimane, naturalmente, un’aspirazione largamente condivisa, ma non intensamente voluta, che le Sei Contee un giorno potranno finire nella giurisdizione di Dublino.

“Per la grande maggioranza, però, è un’aspirazione lontana che non riesce a causare altro che nostalgia occasionale”.

Prosegue la sua analisi osservando come i repubblicani ora abbiano bisogno di impegnarsi attivamente con la classe operaia protestante per costruire il supporto per un’Irlanda socialista perché “una sola piattaforma repubblicana tesa a rompere l’Unione e a far terminare la partizione non è in grado di mobilitare un sostegno sufficiente per il tipo di cambiamento fondamentale richiesto”.

Per McKearney anche Ian Paisley sostiene che l’Accordo di Belfast era un “tradimento” che ha permesso allo Sinn Fein di illudere i più intransigenti membri dell’IRA, facendo credere loro di essere sul percorso di una Irlanda unita.

“La leadership repubblicana è stata molto aiutata dalla reazione isterica del DUP che, per proprie ragioni tattiche, insisteva a definire l’accordo un tradimento dell’Unione.

“Al contrario, è stato il leader dell’Ulster Unionist Party, David Trimble, a descrivere la situazione con maggiore accuratezza.

“Ricordava a tutti che accettare lo status quo costituzionale – modificabile solo da un voto di maggioranza nelle Sei Contee – faceva sì che l’accordo del Venerdì Santo, in realtà, assicurasse il futuro dell’Irlanda del Nord all’interno del Regno Unito”.

Tuttavia, nonostante il fallimento dell’RA di garantire un’Irlanda unita, l’ex militante armato repubblicano insiste sul fatto che in parte ha avuto successo, mettendo fine al dominio unionista dell’Irlanda del Nord.

“L’insurrezione armata è riuscita a rendere trasparente la natura e lo scopo della vita repressiva e oppressiva politica dello stato orangista… era una guerra di trasformazione”.

Nell’indice del libro di Tommy McKearney non viene fatto di alcun riferimento alla sua vittima.

Ma il libro Lost Lives (Vite perdute) racconta che in un programma della BBC andato in onda nel 1994, McKearney difese la sua azione di uccidere il giovane postino.

Disse all’epoca: “Un membro UDR fuori servizio resta un membro dell’esercito britannico. Ora, è ingenuo all’inverosimile credere che un uomo che consegna il latte, porta la posta o guida il bus della scuola mette da parte il suo ruolo [militare], mentre consegna o guida…”