di René Querin

Scontri alla Belfast City Hall
La polizia ha fermato tre giovani per i disordini scoppiati ieri sera nel centro e nella zona Est di Belfast, dopo l’approvazione in Consiglio comunale del regolamento che impone il ritiro della Union Jacki dai pennoni della City Hall.

Vengono interrogati un diciottenne per comportamento riottoso e possesso di bottiglia molotov in Clandeboye Street, un diciassettenne per aver presumibilmente preso parte ai disordini in Albertbridge Road, e un ventiduenne accusato di aggressione e provocazione in Donegall Square.

La PSNI difende la gestione della manifestazione. Il Soprintendente Capo Alan McCrum parla di intervento “proporzionato”.

“Abbiamo cercato di permettere l’accesso alle vie del commercio nel centro città e allo stesso tempo abbiamo fornito un buon servizio per quanto accadeva nella City Hall”, spiega il funzionario di polizia.

“L’operazione è stata proporzionata. Nessuno è penetrato negli edifici comunali. La situazione è stata difficile per alcuni minuti, ma gli agenti hanno mostrato estremo coraggio e hanno gestito gli avvenimenti molto bene”.

Peter Morrison feritoAlla fine della serata si sono contati diciotto feriti, tra cui quindici agenti di polizia, due membri del personale di servizio alla City Hall e il fotografo della Press Association Peter Morrison.

Quest’ultimo ha riferito di essere stato colpito al capo dai manganelli della polizia mentre cercava di documentare gli scontri in corso.

Il primo ministro Peter Robinson parla di violenza “inaccettabile”.

“Questo comportamento non rappresenta quanti hanno manifestato per mantenere la bandiera dell’Unione sulla Belfast City Hall”, spiega il numero uno del DUP. “I miei pensieri vanno agli agenti e al personale ferito, così come a chiunque abbia avuto danni alle proprietà”.

Alla manifestazione di protesta, voluta dal DUP e dall’UUP, hanno partecipato circa 1.500 persone.

Ieri sera in Consiglio comunale, infatti, si votava per stabilire se eliminare la bandiera dell’Unione dai pennoni della City Hall, dell’Ulster Hall e del complesso di Duncrue, tutte proprietà comunali.

A favore della mozione, passata con 29 voti a favore e 21 contrari, lo Sinn Fein, lo SDLP e l’Alliance Party.

Appena saputo l’esito della votazione, sono cominciati i disordini.

I manifestanti hanno lanciato palline da golf, bottiglie e altri oggetti contro la polizia. Alcune vetture, anche appartenenti ai consiglieri comunali, sono state danneggiate.

Anche a East Belfast ci sono stati brevi disordini, con attacchi contro la chiesa cattolica di San Matteo a Newtownards Road, Short Strand.

I manifestanti violenti hanno cercato di sequestrare un autobus a due piani in Albertbridge Road, mentre alcuni danni sono stati causati ad abitazioni nella zona di Strand Walk.

Gerry Kelly, parlamentare dello Sinn Fein e membro del Policing Board, ha parlato di gestione inadeguata della situazione.

“Devo dirlo, e lo faccio senza leggerezza, che si è trattata di un’operazione di polizia scasca – anzi, una mancanza di operazione di polizia.

“Se ci fossero stati mille o più repubblicani, non sarebbero riusciti ad entrare nei terreni dietro la City Hall.

“Se fossero riusciti ad entrare nell’edificio, potremmo parlare di molti più feriti”, conclude il parlamentare dello Sinn Fein.

Il ministro della Giustizia e numero uno di Alliance Party, David Ford, punta il dito anche contro i due partiti unionisti, ritenendoli parzialmente responsabili per i disordini.

“I politici del DUP e dell’UUP hanno fomentato questa protesta, con la distribuzione di volantini che con l’utilizzo dei social network.

“Hanno voluto la gente in strada. Dovevano sapere, dall’esperienza di questa estate, che la violenza era quasi inevitabile. Non possono nascondersi dalle proprie responsabilità”, fa sapere il ministro Ford.

Da questa mattina la bandiera è scomparsa dai pennoni della City Hall di Belfast. Il DUP ha presentato una nuova proposta affinché sia fatta sventolare ogni giorno almeno dal cenotafio presente nei terreni del municipio, ma servirà il sostegno dell’Alliance Party per l’approvazione.

La City Hall senza Union Jack

La City Hall senza Union Jack