Esercito britannico a Lurgan

I reparti britannici sono intervenuti per arginare le violenze settarie: 35 agguati, sparatorie e autobomba soltanto negli ultimi tre mesi

BELFAST. Continuano gli attacchi di “Oglaigh na hEireann”, l’Ira. E a tre anni dalla fine dell’operazione “banner” e dal ritiro, l’esercito britannico riappare sulle strade delle sei contee nordirlandesi per tentare di arginare gli incessanti attacchi repubblicani, di autobomba e feroce guerriglia urbana: ben trentacinque agguati tra autobomba e imboscate con armi leggere in soli novanta giorni. L’ultima ieri, a Bellaghy nella contea di Derry. Sotto un enorme pressione politica, il capo della polizia nordirlandese, la Psni, Matt Baggott ha laconicamente dovuto ammettere che “la Psni da sola non può farcela”.

Malgrado il processo di pace infatti, sono seimila i militari rimasti di stanza oggi in Irlanda del Nord, contro i quindicimila dell’operazione “Banner”.

Assaltatori, il genio pontieri, gli artiglieri, e infine il Royal Irish Regiment: i soldati in partenza per l’Helmand, in Afghanistan, vengono addestrati qui.
“Gli inglesi in questo modo violano i diritti della sovranità e ci impongono una politica estera e interventi di guerra che non ci appartengono”, ha denunciato il Movimento repubblicano. Intanto si rialza la tensione in vista della kermesse lealista di venerdì prossimo nella piccola cittadina cattolica nazionalista di Rasharkin.
Ieri, l’unionista Jeffreey Donaldson, dopo un incontro straordinario con la polizia, ha agitato il timore di per una giornata di “enorme violenza”. E nella notte sono apparsi nuovi graffiti di matrice settaria sulla parrocchia di St Mary contro il Papa e l’Irish Republican Army, l’Ira.