di Andrea Varacalli, Avvenire

Il repubblicano bersaglio degli ex compagni: “È un traditore”

McGuinness in divisa ProvosBELFAST. I toni sono perentori, l’ultimatum chiarissimo: Martin McGuinness ha 24 ore per dimettersi dalla carica di vice premier e lasciare l’Ulster. Altrimenti sarà ucciso. Questo l’avvertimento della Real Ira, responsabile dell’imboscata ai militari britannici il mese scorso ad Antrim. Dopo quel raid, (costato la vita a due agenti) McGuinness aveva bollato come traditori gli ex compagni dissidenti alla linea politica del Sinn Fein.
Martin McGuinness, 59 anni, è stato uno dei leader dei Provisionals Ira negli ultimi 30 anni e ha ricoperto la carica di comandante del Nord per l’armata repubblicana. Poi la svolta: il trattato, la pace, e l’amministrazione del piccolo Stato da Stormont per conto di Londra. Da qui l’etichetta di traditore. “Continuerò a fare il mio lavoro istituzionale, non mi muoverò da qui. E come me, nessuno nello Sinn Fein si farà scoraggiare”, ha risposto McGuinness. Intanto domenica nelle commemorazioni per la ribellione di Pasqua del 1916, la Real Ira ha rivendicato l’omicidio – tre anni fa – di Denis Donaldson che era stato per 20 anni uno degli artefici della trasformazione istituzionale dello Sinn Fein.
Poi confessò di essere stato un agente dell’MI5 britannico fin dal 1980.
Sarebbero emersi anche sospetti sulla “lealtà” di McGuinness bollato come “agente J118”.
“McGuinness è un nostro agente, abbiamo le trascrizioni” aveva detto il capitano del Force Research Unit, Martin Ingram ( A.Var.)